VERONA Il grande scambio sembra in dirittura d'arrivo. Si parla di 15 giorni, massimo un mese, e la permuta tra la grande area antistante la Fiera (dove avrebbe dovuto sorgere il Polo Finanziario) e palazzo Forti, potrebbe essere cosa fatta. Martedì un incontro a livello tecnico ha fissato i termini dello scambio. E adesso, entro pochissime settimane, un nuovo vertice potrebbe suggellare l'intesa. Il grande scambio sembra in dirittura d'arrivo. Si parla di 15 giorni, massimo un mese, e la permuta tra la grande area antistante la Fiera (dove avrebbe dovuto sorgere il Polo Finanziario) e uno dei palazzi storici più noti della città, palazzo Forti, potrebbe essere cosa fatta. Martedì un incontro a livello tecnico ha fissato i termini dello scambio. E adesso, entro pochissime settimane, un nuovo vertice (da un lato l'assessore al Patrimonio Polato, dall'altro il direttore generale della Fondazione Cariverona - guidata da Paolo Biasi Fausto Sinagra) potrebbe suggellare l'intesa. La base dell'accordo è quella di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi. L'area dell'ex Mercato Ortofrutticolo dovrebbe tornare in possesso del Comune di Verona: valore assegnato, oltre i 40 milioni di euro. Palazzo Forti dovrebbe divenire invece di proprietà della Fondazione: ma il valore stimato è minore (a dire il vero, era stimato oltre i 45 milioni, ma l'impegno a mantenere la destinazione museale ne avrebbe fatto scendere di molto la quotazione). Ecco allora la necessità di nuovi incontri proprio per arrivare a pareggiare le stime. Il Comune potrebbe mettere in ballo anche il palazzo del Capitanio. Ma la Fondazione potrebbe preferire a quest'ultimo palazzo l'acquisizione della parte residenziale e commerciale dell'isolato Forti, ovverosia le case in vicolo Due Mori e altri locali adibiti negozi in corso Sant'Anastasia, cui sarebbe assegnato un valore stimato attorno ai 20 milioni di euro. Cariverona, a sua volta, dovrebbe provvedere poi a liquidare (in denaro) gli altri due soci proprietari dell'area antistante la Fiera, ovvero il Banco Popolare e Cattolica Assicurazioni, che assieme alla Fondazione avevano creato un'apposita Spa, presieduta dall'ingegner Nicolò. L'area era stata pagata, a suo tempo, 33 milioni di euro, cui si erano aggiunti i 5 milioni spesi per la progettazione del Polo Finanziario, più altre, diciamo così, quisquilie. Ad aiutare la positiva chiusura della vicenda sarebbe stata anche la volontà di Cariverona (sollecitata in questo anche dal Comitato guidato dagli eredi Forti) di garantire l'uso pubblico del palazzo, oggi sede della Galleria d'Arte Moderna. La soluzione in arrivo dovrebbe accontentare tutti i protagonisti dell'ormai lunga vicenda: Popolare e Cattolica otterrebbero entrate milionarie «pronta cassa». La Fondazione confermerebbe il proprio ruolo-guida nel settore culturale e artistico, oltre ad allargare il proprio patrimonio immobiliare in una zona della città che già la vede assoluta protagonista; e il Comune di Verona riavrebbe un'area per la quale si stanno studiando progetti urbanistici importanti per il prossimo futuro. Lillo Aldegheri