VENEZIA A inizio giugno, nella settimana da «bollino rosso » della cultura, spicca una data: sabato 6. Il giorno conclusivo della lunga vernice della Biennale d'arte firmata Daniel Birnbaum, coincide anche con l'apertura al pubblico del polo del contemporaneo di Punta della Dogana. Come a dire, la ciliegina sulla torta per incoronare Venezia capitale mondiale del contemporaneo, almeno in quei giorni, quando i riflettori saranno tutti per la laguna pulsante di opere d'arte contemporanea. Da Palazzo Grassi fanno sapere che la concomitanza annunciata vuole essere un omaggio alla città e in nessun caso un guanto di sfida alla Biennale. Dal punto di vista mediatico è un azzardo calcolato che dovrebbe dare i suoi frutti. La promessa di François Pinault, insomma, sarà mantenuta. L'aveva detto il magnate francese, l'apertura sarebbe stata a giugno del 2009 e così sarà. Nessuna battuta d'arresto nel brulicante cantiere della Dottor Group, nemmeno il gelo e la neve delle ultime settimane hanno rallentato, com'è capitato in ogni altro cantiere in città, i lavori. Tant'è che in questi giorni si sta lavorando al restauro della Palla d'oro che corona il complesso secentesco, il traguardo, quindi è vicino. Massacranti i turni di lavoro che, come già era successo per il restyling di Palazzo Grassi firmato sempre dal giapponese Tadao Ando, procedono ininterrottamente notte e giorno. Non si lavora meno alacremente ai contenuti del complesso espositivo destinato, almeno per un trentennio, ad ospitare la collezione di monsieur Pinault secondo una rotazione di opere al vaglio dei due curatori a cui sono stati affidati i due spazi di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana, Alison Gingeras (già giovane curatrice in carica delle ultime mostre del Grassi) e Francesco Bonami, controverso curatore della mostra in corso, «Italics». Si tratterà, fa sapere la Fondazione, di un percorso in cui diverse generazioni di artisti si confronteranno sia su di un fronte più intimo, privato, che verso l'esterno. Non è difficile immaginare i nomi degli artisti che, per primi, affolleranno il nuovo museo del contemporaneo. Si va da Richard Serra con le sue spirali ferrigne all'universo pop di Jeff Koons, passando per Michelangelo Pistoletto e Franz West ma anche Takashi Murakami, Subodh Gupta, Giulio Paolini, Martial Raysse e Anselm Reyle, prediletti di Pinault a cui è stato affidato il compito di tracciare gli incontri di avvicinamento intitolati «Aspettando Punta della Dogana» che si sono svolti negli ultimi mesi negli atenei veneziani. A decidere chi esporrà e cosa dalla sterminata collezione del collezionista d'Oltralpe saranno Gingeras e Bonami ma ci sarà da fare i conti anche con il comitato scientifico previsto dalla convenzione che affida a Pinault la Punta della Dogana, un comitato scientifico ancora sulla carta. Ieri, però, sono arrivate le convocazioni per la prima seduta del Comitato presieduto da Achille Bonito Oliva affiancato poi da Giandomenico Romanelli, direttore artistico della Fondazione dei Musei Civici, Angela Vettese, presidente della Fondazione Bevilacqua La Masa, Giuseppe Barbieri, docente di Ca' Foscari, Carlos Basualdo, curatore della sezione contemporanea al Philadelphia Museum of Art e Marino Folin, presidente della Fondazione Iuav. «L'appuntamento è per il prossimo 20 gennaio spiega Romanelli e fra i nostri compiti ci sarà l'attenzione a tutte le iniziative legate al polo del contemporaneo legate alle città».
VENEZIA - L'annuncio di Pinault Dogana aperta il 6 giugno
La Biennale d'arte di Venezia si conclude il 6 giugno con l'apertura al pubblico del polo del contemporaneo di Punta della Dogana. La data coincide con l'apertura del polo, annunciata da François Pinault nel 2009. I lavori sono in corso e il restauro della Palla d'oro è vicino. Il complesso espositivo sarà ospitato da due curatori, Alison Gingeras e Francesco Bonami, che hanno già lavorato insieme alla mostra Italics. La Fondazione Pinault ha annunciato un percorso di esposizione che include artisti come Richard Serra, Jeff Koons e Takashi Murakami. Il comitato scientifico previsto dalla convenzione che affida la Punta della Dogana a Pinault sarà composto da esperti come Achille Bonito Oliva e Carlos Basualdo.
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