I beni archeologici recuperati nelle due tombe potrebbero restare nel territorio dove sono stati scoperti, cioè a San Severo. Lo ha sottolineato Giovanna Pacilio, della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia, spiegando l'eccezionalità della scoperta effettuata in località «Serpente» dalla Guardia di Finanza. «Se si scoprono questi manufatti - ha spiegato la dottoressa Giovanna Pacilio - per farli rimanere chiusi in un armadio, allora sarebbe meglio lasciarli sotto terra. La speranza è che possano restare nel territorio dove sono stati scoperti, magari in un museo cittadino dove tutti possano guardarli e ammirarli». Una prospettiva avanzata anche dal comune di San Severo che ieri, nel corso della conferenza stampa organizzata dalla Guardia di Finanza di Foggia per illustrate l'operazione, attraverso un delegato si è detto disponibile ad accogliere anche solo una parte dei manufatti recuperati nelle tombe. «Manufatti - ha aggiunto la dottoressa Pacilio - che ora andranno comunque puliti, classificati e soprattutto studiati per conoscere meglio la storia del territorio. Uno studio - ha concluso l'archeologa - agevolato dal fatto che questa volta i reperti sono stati trovati nei posti dove circa duemila e quattrocento anni fa furono deposti».
PUGLIA - Dalla località Serpente a un Museo civico?
I beni archeologici recuperati nelle due tombe potrebbero restare nel territorio dove sono stati scoperti, cioè a San Severo. Lo ha sottolineato Giovanna Pacilio, della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia, spiegando l'eccezionalità della scoperta effettuata in località Serpente dalla Guardia di Finanza. Se si scoprono questi manufatti - ha spiegato la dottoressa Giovanna Pacilio - per farli rimanere chiusi in un armadio, allora sarebbe meglio lasciarli sotto terra. La speranza è che possano restare nel territorio dove sono stati scoperti, magari in un museo cittadino dove tutti possano guardarli e ammirarli. Una prospettiva avanzata anche dal comune di San Severo che ieri, nel corso della conferenza stampa organizzata dalla Guardia di Finanza di Foggia per illustrate l'operazione, attraverso un delegato si è detto disponibile ad accogliere anche solo una parte dei manufatti recuperati nelle tombe. Manufatti - ha aggiunto la dottoressa Pacilio - che ora andranno comunque puliti, classificati e soprattutto studiati per conoscere meglio la storia del territorio. Uno studio - ha concluso l'archeologa - agevolato dal fatto che questa volta i reperti sono stati trovati nei posti dove circa duemila e quattrocento anni fa furono deposti.
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