LA SVOLTA. Amministrazione comunale e Fondazione stanno per mettere la parola fine alla vicenda. Appello del comitato a Biasi: «Soluzione per il bene della città» Cariverona lo avrà dal Comune in cambio dell'area dove avrebbe dovuto sorgere il polo finanziario. E non lo trasformerà Scambio alla pari. Palazzo Forti si avvia a restare un museo e a mantenere al suo interno la Galleria d'arte moderna. Messo in vendita dal Comune per 65 milioni, insieme all'omonimo isolato che comprende case e negozi, il palazzo verrà con ogni probabilità ceduto dal Comune alla Fondazione Cariverona. Che a sua volta cederà al Comune l'area dell'ex mercato ortofrutticolo, proprietà della Polo finanziario Spa (Cariverona, Banco Popolare di Verona e Cattolica Assicurazioni) dove si sarebbe dovuto costruire il Polo finanziario. LA PERMUTA. In pratica, Cariverona acquisirebbe l'intera proprietà dell'area di 60mila metri quadrati dell'ex mercato acquistata dalle banche il valore si aggira sulla quarantina di milioni liquidando in denaro gli altri due soci proprietari che con lei fanno parte della Polo finanziario Spa, cioè Banco Popolare e Cattolica. A questo punto, divenutane unica proprietaria, la Fondazione presieduta da Paolo Biasi tratterebbe con il Comune una permuta, per Palazzo Forti. Questo dopo una stima sul valore sia dell'area sia del palazzo. Di questo piano hanno discusso l'assessore comunale al patrimonio, Daniele Polato, e il direttore generale della Fondazione Cariverona, Fausto Sinagra con i rispettivi dirigenti. Cariverona, quindi, darebbe seguito al suo interesse ad acquisire Palazzo Forti, assicurando di mantenere a destinazione museale gli spazi espositivi attuali, con la Galleria, destinata a trasferirsi al Palazzo della Ragione. Il prossimo passaggio sarà effettuare la perizia. IL RESTAURO. Il Comune tornerebbe così proprietario della porzione dell'ex mercato dove, secondo quanto affermato dall'amministrazione Tosi, dovrebbero trovare spazio in modo particolare strutture per la Fiera, come un parcheggio o un albergo, oltre a edifici per uffici e negozi, in un'area comunque destinata a nuova edificazione. Ma quale vantaggio otterrà il Comune da questa permuta? L'amministrazione scaligera aveva infatti messo in vendita Palazzo Forti oltre al Pompei e al Gobetti (Museo di Scienze), all'ex Bar Borsa, già venduto a 5 milioni, e all'ex convento San Domenico sede dei vigili per fare cassa, con un progetto di alienazioni da 107 milioni. L'obiettivo dell'amministrazione sarebbe mettere in vendita le aree edificabili dell'ex mercato, in parte alla Fiera e in parte a privati che là avranno progetti di costruire. Con i soldi che ricaverà il Comune pagherà i lavori di restauro e riconversione dell'ex Arsenale, il complesso militare austriaco dove andranno la sede della Fondazione Arena, l'Accademia d'arte Cignaroli, parte del museo di Castelvecchio, oltre a uffici della seconda circoscrizione. Cariverona, a Palazzo Forti, potrebbe valorizzare dal punto di vista immobiliare le porzioni dell'isolato che non fanno parte della Galleria. L'APPELLO. Si profila dunque una soluzione indolore per Palazzo Forti, considerando la forte opposizione alla vendita scatenatasi in città e in tutta Italia. Intanto, il Comitato per l'Amata Verona, che ha presentato un ricorso contro la decisione del giudice che ha dato ragione al Comune sulla legittimità della vendita del palazzo, lancia con i vicepresidenti Giambattista Ruffo e Giorgio Forti «un appello alla Fondazione Cariverona affinché ci dia una mano a risolvere la questione, per il bene della città e per conservare la Galleria d'arte noderma». Foto:
VERONA - Palazzo Forti resta Galleria d'arte
Riassunto in massimo 200 parole:
La Fondazione Cariverona e l'amministrazione comunale stanno per mettere fine alla vicenda della vendita di Palazzo Forti. La Fondazione, che ha acquisito l'area dell'ex mercato ortofrutticolo, intende cederla al Comune in cambio dell'area dove avrebbe dovuto sorgere il polo finanziario. Il Comune, che aveva messo in vendita Palazzo Forti per 65 milioni, si avvia a restituirlo alla Fondazione, che lo terrà come museo e mantenga la Galleria d'arte moderna. La permuta prevede che la Fondazione ceda all'Amministrazione l'area dell'ex mercato, che il Comune utilizzerà per la Fiera e per nuove costruzioni.
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Bene culturale
Luogo