LA PROTESTA. Iniziativa degli ambientalisti rodigini in città Si sono incatenati davanti alla Soprintendenza contro l'idea di cancellare il vincolo architettonico Lucchetti e catene al collo, fissati alle inferriate del primo piano della sede della Soprintendenza, in piazza San Fermo, a Verona, sono rimasti incatenati per oltre due ore, al freddo. Si tratta di una delegazione di rappresentanti di Legambiente, Wwf e di semplici cittadini che ha deciso di scendere in campo per salvare il vecchio stadio di Badia Polesine, territorio rodigino, a due passi da Castagnaro. «Il Comune ha chiesto alla Soprintendenza di annullare il vincolo che tutela l'architettura, costruita nel 1928, per far spazio a una nuova lottizzazione. Una decisione cui noi ci opponiamo. Il vecchio stadio, il secondo ad essere costruito dopo quello di Bologna, non si tocca, è un patrimonio culturale», ha commentato il portavoce del gruppo, Claudio Vallarini. «Lasciamo ai nostri bambini zero cemento e più aree verdi». E «No alla violenza sui beni culturali», erano alcuni degli slogan riportati sugli striscioni che i tre attivisti incatenati hanno tenuto appesi al collo, finché gli altri sono stati ricevuti all'interno degli uffici. «Siamo riusciti ad ottenere un incontro con la Soprintendente», ha riferito Vallarini.I.N.