GIOVEDÌ, 15 GENNAIO 2009 IL TIRRENO - - Grosseto Il vicesindaco Matergi: «Scelta obbligata, ma il teatro non si tocca» Da 1,2 milioni di euro a circa 850mila: a rischio l'attività di alcune associazioni e la stagione dell' orchestra sinfonica Si annunciano giorni difficili per le associazioni culturali cittadine. Il Comune, gravato da vincoli sempre maggiori per la stesura del bilancio, sarà costretto a tagliare il budget del 2009 di circa il 30: dagli 1,2 milioni di euro investiti nel 2008, si scenderà a circa 850mila, soldo più, soldo meno. E l'assessorato sarà costretto, suo malgrado, a fare qualche taglio, a ridimensionare qualche contributo, a fare scelte per non togliere linfa ai punti di forza del programma, il teatro su tutti. «Il teatro non si tocca - dice il vicesindaco Lucia Matergi -. Dopo tutti i nostri sforzi per allargare la base di chi "fruisce" della cultura, adesso non possiamo certo fare un passo indietro. Ma da qualche parte dovremo usare le forbici, c'è poco da fare». Intanto saranno passati in gestione alla Fondazione Grosseto Cultura, che già ha sotto il proprio ombrello l'Istituto musicale comunale, il museo di storia naturale che aprirà a giugno e il Cedav (Centro per le arti visive). Sarà invece ancora in gran parte finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze la grande mostra annuale: quest'anno sarà dedicata agli Etruschi. Ma per molte associazioni ci sarà da tirare la cinghia e anche l'Orchestra sinfonica "Città di Grosseto", presieduta dal pianista Antonio Di Cristofano, difficilmente riuscirà ad ottenere gli stessi contributi dell'anno scorso e dovrà rivolgersi a sponsor privati per finanziare la propria stagione concertistica. E speriamo che qualcuno in città abbia la necessaria sensibilità per garantire la sopravvivenza ad una realtà di assoluta eccellenza. Assessore, dove i tagli? «Purtroppo i soldi complessivi sono molti meno - dice ancora Lucia Matergi - e da qualche parte dobbiamo tagliare. Stiamo lavorando per cercare di dare continuità alla maggior parte delle attività, ma non sarà possibile per tutte. Una cosa è sicura, la stagione teatrale non la toccheremo, resteranno i tre cartelloni: quello tradizionale, quello dedicato agli studenti delle superiori, quello per i bambini. E resteranno i prezzi bassi, perché la nostra politica è quella di allargare il più possibile il pubblico della cultura». Ma anche le compagnie continueranno ad essere di spessore? «Continueremo ad avere cartelloni di altissima qualità, i grossetani sono appassionati di teatro. La nostra filosofia continuerà ad essere quella di privilegiare le compagnie con attori "di teatro" e non portati sulla scena dal cinema o dalla televisione. E non mancherà il supporto alle tante compagnie amatoriali cittadine». Ma allora dove saranno le riduzioni di budget? «I tagli saranno in tutto quello che adesso è finanziato dal Comune. Dovremo ridimensionare alcune convenzioni, fare delle scelte. Le associazioni dovranno accontentarsi di qualcosa in meno e magari rivolgersi al settore privato». L'Orchestra sinfonica rischia di non poter fare la propria stagione concertistica. «Sono un fiore all'occhiello di Grosseto e continueremo a dar loro un importante contributo, per quanto possibile. Inoltre hanno alcuni finanziamenti dalla Fondazione Cassa di Firenze. Certo dovranno trovare anche qualcos'altro, magari qualche contributo privato che così facendo sfrutti l'orchestra come veicolo promozionale in giro per l'Italia. Sono convinta che la stagione sarà ancora ricca. Intanto stiamo discutendo di un trasferimento della loro sede dal teatro degli Industri all'Istituto musicale comunale, dove c'è un grande auditorium insonorizzato». E le mostre? A quante dovremo rinunciare? «Quelle al museo archeologico gestite da Gianfranco Luzzetti resteranno tutte, così come quella d'eccellenza che allestiamo ogni anno, in quanto finanziata dalla Fondazione Cassa di Firenze: quest'anno sarà da maggio a settembre e si chiamerà "I signori di Maremma, gli Etruschi fra Populonia e Vulci". Ci saranno pezzi unici, meravigliosi. E alla fine la prolungheremo fino a tutto ottobre, per aprirla alle scuole». Il rapporto con Luzzetti è sempre più forte. «Con lui abbiamo anche un accordo: farà al Comune un lascito "post mortem" del suo immenso patrimonio artistico. Allestiremo una pinacoteca nell'ex convento delle Clarisse». E la Fondazione Grosseto Cultura? Sarà ridimensionata o avrà altre competenze? «L'abbiamo creata per "dare una casa" a tutte quelle professionalità che non potevano essere prese in carico dal Comune, penso a un direttore artistico, o a un direttore di un museo e questo continuerà a fare. Adesso gestisce l'Istituto musicale comunale, ma dovrà fare lo stesso con il Centro di documentazione delle arti visive. E prenderà in carico anche la gestione del museo di storia naturale quando, a giugno, lo riapriremo. È uno strumento flessibile, con un "comitato scientifico" che viene consultato, ma non ha potere decisionale».