Recuperate soprattutto monete, risalenti anche al V secolo avanti Cristo Quasi seicento reperti databili tra il V secolo avanti Cristo e il V dopo Cristo sono stati recuperati dai carabinieri che li avevano scoperti in vendita su e-Bay. A eseguire il sequestro, in casa di un cinquantenne palermitano senza precedenti penali, sono stati i militari del Nucleo tutela patrimonio culturale della Sicilia, guidati dal capitano Giuseppe Marseglia, assieme ai colleghi del comando provinciale di Palermo. Sulla sezione italiana di e-Bay, il più famoso sito al mondo di aste via Internet, il cinquantenne - che è stato denunciato - vendeva soltanto una parte dei 573 reperti recuperati. Il prezzo più alto richiesto era di un centinaio di euro per una moneta di epoca tardo-antica. Tra i pezzi recuperati, 549 erano monete in bronzo, tutte ricollegabili a zecche siceliote, greche, romane, bizantine, arabe. Il resto della collezione trovata dai carabinieri erano piccoli oggetti bronzei come anelli e punte di freccia. Quando i militari sono andati a casa del venditore, lui non ha saputo fornire la prova che quei reperti fossero stati acquisiti regolarmente e si è difeso con il classico «non pensavo che fossero cose importanti o di valore notevole». Le accuse per lui sono di acquisto di cose di sospetta provenienza e impossessamento di reperti archeologici appartenenti allo Stato: quelle monete, insomma, non potevano essere vendute, né via Internet né altrove. A fornire tempestivamente nome e indirizzo del collezionista era stata la stessa sezione italiana di e-Bay che collabora con i carabinieri, anche perché non si assume alcuna responsabilità su quanto messo in vendita dagli inserzionisti. Il materiale sequestrato sarà adesso affidato alla Soprintendenza ai Beni culturali, i cui archeologi hanno già provveduto a una prima schedatura tecnica: tutti i 579 pezzi sono stati certificati come autentici e datati. Daltra parte sono proprio le monete i bersagli più facili per chi cerca oggetti antichi su Internet: il motivo è lutilizzo dei metal detector da parte dei tombaroli, utilizzati per individuare resti metallici nascosti nel terreno o anche sottoterra. I carabinieri monitorano costantemente non soltanto quel sito, ma tutti gli indirizzi di e-commerce e aste: «In realtà non è facilissimo vendere online reperti anche non di primaria importanza», dice uno degli investigatori, aggiungendo che «il problema non è lasportazione dei singoli reperti archeologici, quanto il depauperamento dei siti storici dellIsola». La prima collaborazione tra e-Bay e carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio culturale della Sicilia risale ormai a quattro anni fa: nel 2005 scattò loperazione "Archeoweb" che portò a 25 denunce e consentì di recuperare oltre novemila reperti. Allepoca il blitz fece molto rumore: era la prima volta che i carabinieri lavoravano su e-Bay. Chi vendeva reperti recuperati chissà dove era sicuro di non correre alcun pericolo: «Cera uno studente universitario - ricorda ancora un investigatore - che vendeva tegole greche e spiegava nellannuncio virtuale di averle raccolte personalmente su un sito archeologico. Una confessione in piena regola».
SICILIA - Larcheologia venduta sul web. Sequestrati 600 reperti. Denunciato il mercante-collezionista
I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale della Sicilia hanno sequestrato 579 reperti archeologici, tra cui monete e piccoli oggetti bronzei, dai carabinieri che li avevano scoperti in vendita su e-Bay. Il prezzo più alto richiesto era di un centinaio di euro per una moneta di epoca tardo-antica. I reperti sono stati recuperati in casa di un cinquantenne palermitano senza precedenti penali, che ha denunciato il venditore. La sezione italiana di e-Bay ha fornito il nome e l'indirizzo del collezionista. I reperti sono stati certificati come autentici e datati dalla Soprintendenza ai Beni culturali.
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