Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2009-01-14 num: - Il caso Il nuovo museo di Ercolano, tra bancarelle, abusivi e parcheggi selvaggi Il Mav, il Museo archeologico virtuale di Ercolano, è il simbolo di quello che a Napoli e in Campania potrebbe essere fatto sul fronte del turismo culturale. Ma anche di quello che proprio a Napoli e in Campania probabilmente non si farà mai. Il museo è straordinario, una sintesi perfetta di tecnologia e archeologia. Un modo nuovo e affascinante per studiare, scoprire e lasciarsi affascinare dalla storia di una della civiltà più interessanti dell'antichità e da un evento l'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo che ha cristallizzato pochi istanti nel tempo. In una struttura di cinquemila metri quadrati c'è uno spazi, nel livello sotterraneo del museo, dove è possibile immergersi nella vita e nella cultura delle aree archeologiche del Napoletano prima e dopo la grande eruzione dello «sterminator Vesevo». Il progetto è ambizioso e, tuttavia, perfettamente centrato. Peccato che intorno al Mav accada quello che è stato denunciato senza troppi giri di parole dal direttore generale del ministro Bondi, Mario Resca. Il supermanager visitando a dicembre l'area archeologica dei Templi di Paestum disse di trovarli sì emozionanti, ma stigmatizzò il fiorire intorno al sito di bruttissime costruzioni abusive. Dopo aver visitato l'Archeologico di Napoli puntò poi il dito contro la disorganizzazione, la chiusura del lunedì coincidente con l'arrivo delle navi da crociera, la mancanza di toilette e di punti ristoro adeguati. E intorno al Mav che si trova a due passi dagli Scavi di Ercolano questo copione si ripete. Circonda il museo un profluvio di bancarelle, venditori di cianfrusaglie e non si pensi ai souvenir, ma alle padelle e agli stracci da cucina di auto in tripla fila, della mancanza di un parcheggio. Insomma il Mav, insieme con gli Scavi dai quali si trova a poca distanza è una specie di (straordinaria) cattedrale nel deserto. Qualche tentativo di riorganizzare lo slargo antistante il museo al quale si accede da un ingresso laterale è naufragato. Un volenteroso amministratore si è sentito rispondere da un comitato: «La strada è del popolo e non si tocca». Insomma niente bonifica. Nel nome di chi non sa o non vuole valorizzare i suoi veri tesori. A. P. M.