Dopo l'infopoint turistico che ieri ha definitivamente chiuso i battenti, all'aeroporto di Capodichino si avvia a chiudere anche il punto informativo sul trasporto pubblico gestito dal consorzio Unico Campania, che fornisce informazioni e biglietti anche per il «City Sightseeing» e che distribuisce «Artecard». Ieri Antonietta Sannino, direttore del consorzio Unico e amministratore delegato di City Sightseeing ha annunciato «il 31 gennaio scadrà l'autorizzazione per la nostra struttura informativa e non sappiamo cosa accadrà. L'accoglienza dovrebbe essere un fattore determinante per il turismo. Abbandonare i visitatori al loro destino, una volta sbarcati a Napoli, non è la strategia da seguire per rilanciare un settore già così provato dalla crisi». Il grido d'allarme giunge anche da Giovanna Barni, direttore di Scabec, che gestisce Campania Artecard: «La chiusura anche di questo infopoint, impedirà ai turisti di accedere in modo agevole fin dal loro arrivo in città, alle informazioni più complete sugli itinerari culturali regionali». Il caos-turismo, insomma, invade Capodichino, la principale porta turistica della Campania. La polemica sulla chiusura dell'infopoint turistico dello scalo aeroportuale è piombata anche sul Comune. Il presidente del gruppo consiliare di Sinistra Democratica, Salvatore Parisi, ha presentato, sull'argomento, un'interrogazione al sindaco e all'assessore al Turismo, Valeria Valente. Proprio l'assessore ieri ha precisato che «il Comune è completamente estraneo ai motivi che hanno determinato la chiusura dell'infopoint». Valeria Valente ha anche spiegato che «nella scorsa primavera abbiamo promosso una serie di incontri volti a migliorare il sistema di accoglienza turistica». Si voleva favorire la stipula di un protocollo d'intesa per migliorare l'assistenza ai turisti all'arrivo e i trasporti verso la città: al tavolo erano invitati la Gesac, la Scabec, Unico Campania, le cooperative dei tassisti e l'Ept. «Malgrado avessimo raggiunto un accordo tra le parti che avrebbe garantito il funzionamento dell'Infopoint all'aeroporto tutti i giorni - ha spiegato l'assessore Valente - la Gesac ha inspiegabilmente ritirato la propria disponibilità e, con una nota del 16 luglio, ha comunicato la decisione di rinunciare alla sottoscrizione dell'intesa». La Gesac è anche nel mirino di Dario Scalabrini, amministratore dell'Ept che ribadisce i motivi del mancato accordo con la società di gestione dell'aeroporto: «Hanno chiesto 250mila euro all'anno per il presidio del punto di informazioni turistiche. Se ci avessero consentito di tenere nostro personale, ci sarebbe costato un terzo. Però la Gesac aveva imposto i propri addetti, a spese della Regione. Spese troppo esose, inaccettabili». Il personale degli infopoint di Napoli e provincia, nel frattempo, protesta per il mancato pagamento degli stipendi da luglio a dicembre. Si tratta, per la maggior parte, di stagisti che guadagnano dieci euro all'ora: «È vero che abbiamo ritardato i pagamenti e ce ne scusiamo - ammette Scalabrini -. Dovevano arrivare entro il 31 dicembre e sono slittati. Ma attualmente i mandati per le banche sono già partiti». Sono in tutto 25 gli stagisti che aspettano gli stipendi: «Ma ci siamo incontrati il 23 dicembre per gli auguri di Natale, e in quella occasione avevo avvisato tutti del lieve ritardo. Non mi era sembrato che ci fosse malumore tra i ragazzi».