Dalla testa in marmo alla pala daltare. E ancora: monete, mappe, anfore, maschere votive, ma soprattutto dipinti. Con 158 sottrazioni di beni artistici è al Lazio che va la maglia nera della regione in Italia per i furti di opere darte. A seguire: Lombardia (132 furti), Toscana (127) e Piemonte (123), per scendere sensibilmente fino alla Valle dAosta che ne registra uno soltanto. A rivelarlo il bilancio dellattività operativa del 2008 del Comando dei carabinieri tutela patrimonio culturale, illustrato ieri nella sede di Via Anicia. Ma se il Lazio è da sempre tra le regioni più colpite, soprattutto perla grandissima presenza nella regione di tesori darcheologia e chiese, è pur vero che ha chiuso lanno però con limportante recupero dei dipinti rubati nel 2004 dal complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia. In tutto dieci tele, rubate, nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto del 2004, perunvalore economico di quattro milioni di euro, uno dei quali raffigurante la Sacra Famiglia, attribuito al Parmigianino anche se secondo Claudio Strinati, soprintendente speciale per il polo museale romano, «si tratta di unopera fiamminga, che si collega ad un pittore della scuola di Raffaello che conosceva il Parmigianino. Se dovesse venire accolta la nuova attribuzione al fiammingo Van Der Broek potrebbe valere da sola anche 1 milione di euro». I dipinti sono stati trovati nella zona periferica di Roma, nel quartiere di Montesacro. Le indagini condotte nellambiente del mercato illecito hanno portato a sorvegliare un pregiudicato, fino al suo nascondiglio su quattro ruote: «Monitorando i suoi spostamenti, labbiamo bloccato», ha spiegato il comandante dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, Giovanni Nistri, «mentre si apprestava a salire sul suo camper parcheggiato a Monte Sacro. là abbiamo ritrovate le opere impacchettate, probabilmente pronte per essere spedite fuori dallItalia ed essere immesse nel mercato clandestino». Quello dei furti nei musei non è il solo primato del Lazio. Complice un territorio ricco di storia e reperti, la nostra regione è al primo posto anche per la presenza di "tombaroli". A far gola alle "talpe" non solo vasi, maschere e monili, ma anche monete antiche. Ad acquistarle illecitamente soprattutto liberi professionisti, circa l80, un dato che suggerisce come tale commercio non sia percepito come un disvalore. Gli scavi clandestini nel 2008, in Italia, sono aumentati del 15, circa 240 violazioni. Dietro ai tombaroli, vere e proprie organizzazioni criminali che vendono i beni allestero e riciclano i proventi nel settore immobiliare. «Il Lazio, per la sua ricchezza archeologica è uno dei territori più bersagliati», ha detto Nistri, «un quarto degli scavi tradizionali si trova nel Lazio, e i furti avvengono nelle zone archeologiche per eccellenza: Etruria, Ardea, Latina». In questo quadro va collocata la numismatica archeologica e la paleontologia: «Soprattutto quello della numismatica è un settore di grande interesse», continua il generale. Circa il 36 delle monete sono state recuperate mediante ilmonitoraggio dei siti web, che appare sempre di più come un punto nodale nei traffici illeciti dei beni culturali in genere e numismatici in particolare». Una normativa più chiara e specifica, secondo il comandante, è necessaria per i ritrovamenti paleontologici. La maggior parte dei reperti ritrovati, circa 3241 nel 2008, sono risultati di provenienza estera e quindi soggetti al reato di contrabbando. Insomma, i numerosi e crescenti cultori, dovrebbero sapere che «tutto ciò che viene trovato nel sottosuolo appartiene allo Stato, quindi sottraendolo si verifica certamente il reato di furto», ha ricordato Nistri.
LAZIO - I furbetti dei Beni Culturali. Nel Lazio record di tombaroli. Recuperati dieci dipinti di Santo Spirito in Sassia, 158 furti nel corso dei 2008
Il Lazio è la regione italiana più colpita dai furti di opere d'arte, con 158 sottrazioni di beni artistici. A seguire, Lombardia, Toscana e Piemonte. I dipinti rubati nel 2004 dal complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia sono stati recuperati nella zona periferica di Roma. I furti nei musei non sono il solo primato del Lazio, ma anche la presenza di "tombaroli" che acquistano oggetti archeologici illegalmente. Il Lazio è uno dei territori più bersagliati per gli scavi clandestini, con un quarto degli scavi tradizionali che si trovano nella regione.
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