Il Comune cambia la destinazione d'uso a quattro immobili. Edifici fatiscenti che, per mancanza di fondi, non intende utilizzare ma allo stesso tempo non può vendere. La delibera pilota approvata ieri dalla giunta Dipiazza sblocca, per il momento, le situazioni complesse delle ex Officine Hölt, della chiesa sconsacrata di San Luigi, di villa Maria in vicolo Scaglioni e di un appartamento in via Sant'Ermacora. Il tutto grazie a un percorso urbanistico previsto dal decreto legge 112 del 25 giugno 2008, sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare, che obbliga le amministrazione ad allegare al bilancio un documento sulla revisione straordinaria del patrimonio immobiliare. Una norma che consente anche di variare la destinazione urbanistica degli immobili, purché non comporti un aumento di cubature oltre il 20 per cento, recepita dalla Regione nella legge regionale 12 del 2008. La delibera della giunta, di competenza del sindaco Dipiazza, è stata illustrata dall'assessore Claudio Giacomelli con delega al Patrimonio. Spetterà a lui, infatti, un domani alienare i quattro immobili. «Non prima di aver ricevuto il via libera dalla Regione e, ovviamente, incassato il parere del Consiglio comunale», spiega Giacomelli. E aggiunge: «In questi anni l'amministrazione comunale ha scelto di non mettere all'asta questi e altri immobili - dice - proprio in virtù della nuova normativa dello Stato approvata lo scorso giugno. Aspettavamo che la Regione recepisse la legge, alienare questi lotti sarebbe stato demenziale perché avrebbe voluto dire un mancato guadagno, rispetto al valore di mercato, per il bilancio del Comune». Ecco che le ex Officine Hölt di via Gambini, con una superficie di 274 mq, dalla classificazione U1 (servizi e attrezzature pubbliche) diventeranno zona B0 (centro urbano di pregio ambientale). Aumentando il valore dell'area che potrà ospitare, grazie alla nuova destinazione residenza, attività commerciali e pubblici esercizi, attività direzioni e uffici, attività artigianilità e di servizio alla residenza, nonché istituzioni religiose, culturali, scolatiche, sanitarie, sportive e assistenziali a carattere pubblico e privato. Ma all'interno dell'immobili di via Gambini ci potrà essere lo spazio anche per attività ricreative e spettacoli, alberghi e pensioni, autorimesse pubbliche e private. «I parcheggi pertinenziali e di relazione - spiega l'assessore al Patrimonio - dovranno essere reperiti all'interno dell'area di sedime. Questo perché Comune ha rietnuto di non intasare via gambini con ulteriore traffico veicolare». Se il cambio d'uso consentirà al Comune di mettere all'asta l'edifico, incassando un cifra molto superiore rispetto a prima, per villa Maria di vicolo Scaglioni, già dimora del pittore Marussig, accadrà l'esatto inverso. Passando da B4 (periferia ad alta intensità edilizia) a V6 (verde privato vincolato) avrà un deprezzamento perché non si potrà costruire nulla. «Oltre ai vincoli della Soprintendenza, che non bastavano però a salvare il parco di pertinenza della villa, adesso l'acquirente - dice Giacomelli - dovrà ristrutturare l'immobile, che versa in condizioni indecorose, mantenendo il parco quale zona verde (250 mq l'abitazione, 3700 mq complessivi)». Nel rione di San Luigi l'ex chiesa sconsacrata di via degli Archi (500 mq), invece, da zona U1 (servizi e attrezzature pubbliche) diventerà B4 (periferia ad alta intensità edilizia) ma sempre con il vincolo di reperire i parcheggi pertinenziali nell'area di sedime. Realizzato alla fine degli anni '40 la chiesa, una volta sconsacrata, era stata prima utilizzata come sala cinematografica e poi messa al servizio della parrocchia. Una struttura fatiscente che potrebbe fare gola ai costruttori: non solo per costruire un condominio residenziale, ma per per ospitare anche attività commerciali molto richieste nel rione di San Luigi.