"Il nostro sogno per Roma" Recuperare il Bambinello dell'Ara Coeli". I carabieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale, e in particolare quelli della sezione Antiquariato, no hanno dimenticato. Il Bambinello, uno dei simboli della città, fu rubato in una notte del febbraio del 1994 e non è stato mai ritrovato. Era una statua lignea del Seicento ma per la Capitale aveva un valore enorme. Centinaia di persone, nel corso dei secoli, lo avevano caricato di catenine d'oro in segno di ringraziamento per qualche grazia ricevuta. Quattro chili di metallo prezioso che fecero gola ai ladri. "non molto tempo fa ricorda uno degli ufficiali della sezione Antiquariato i nostri uomini sono andati fino in Argentina. In realtà si trattava di una replica della statua". Il furto è tuttora avvolto dal mistero. I frati francescani che gestiscono la Chiesa dell'Ara Coeli, forse temendo un furto, ordinarono due copie della statuetta un paio di settimane prima della sparizione. Il fatto destò sospetto. Tanto che i carabinieri, alcuni anni dopo il colpo che scosse l'anima religiosa dei romani, arrivarono a indagare su due dei religiosi del convento di fronte al Campidoglio. Si scoprì un misterioso traffico di reperti archeologici provenienti da uno scavo clandestino nella cripta della chiesa. Uno dei religiosi, forse in complicità con persone esterne al convento, aveva trovato resti di epoca romana e li aveva piazzati sul mercato. I carabinieri pensarono subito a un collegamento con la sperizione del Bambinello. Ma non sono mai state trovate le prove. "Restiamo convinti che il furto non sia opera della malavita romana dicono i militari E' un ambiente, quello, in cui è viva la convinzione che trafugare una reliquia del genere porti male. E' più facile pensare ai collezionisti o a qualcuno che grazie a una complicità interna prese l'oro e poi buttò la statuina chissà dove. Ma non abbiamo perso le speranze".