Il momento non fu scelto a caso. Quella notte, tra il 31 luglio e il 1 agosto dei 2004, al Colosseo suonavano Simon Garfunkel e la città era distratta. Tanti controlli ai Fori, ma il resto del Centro restò sguarnito. Ledificio del Santo Spirito, pieno dopere darte ma quasi indifeso, composto dallospedale sul lungotevere e dal complesso voluto da Papa Innocenzo III nel 1198, fu depredato. I ladri, tuttora sconosciuti, portarono via ben dieci dipinti in restauro quasi tutti del Cinquecento. Cera anche una Sacra Famiglia attribuita al Pannigianino. Il danno, non solo di immagine, fu enorme: quattro milioni di euro. Ma i carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale, guidati dal generale Giovanni Nistri, non si sono mai dati per vinti e alla fine hanno avuto ragione. Con una sorpresa non da poco: non solo i dipinti non sono mai stati portati via da Roma ma erano nascosti nel camper in cui tuttora vive uno sbandato che lo tiene parcheggiato lungo corso dItalia tra piazza Fiume e Porta Pinciana. Un tesoro per strada, insomma,. Luomo, per gli investigatori, non ha nulla a che fare con il furto. E stato denunciato per ricettazione ma è probabile che si limitasse, dietro compenso, a tenere le opere darte per conto di persone di cui non farà mai il nome. Il recupero è stato illustrato dai carabinieri nella sede del nucleo a Trastevere. È intervenuto anche il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi che ha annunciato «un piano per la protezione dei musei in collaborazione con Finmeccanica». La Sacra Famiglia viene ritenuto il più prezioso tra i dipinti. Ma lopera, secondo Claudio Strinati, soprintendente del "polo museale" di Roma, potrebbe essere in realtà di Erik Van Den Broek, fiammingo, amico dei Parmigianino, che lavorò nella Città dei Papi nello stesso periodo. Tra gli altri quadri, una "Testa di Vecchio" attribuita a Giovannì Lanfranco, una "Madonna con Bambino e Santi" di Jacopo Palma e una "Flagellazione di Gesù" di Giuseppe Cesari. Il presunto ricettatore ha precedenti per furto. Incassata la denuncia ieri era ancora nel camper: «I quadri? E che ne so? - dice - Chi li ha portati? Boh? Stavano qui... La denuncia? Non centro niente e non conosco nessuno». I dipinti, per i carabinieri, stavano per essere portati allestero. Se in tutti questi anni non è avvenuto, è «per la pressione esercitata su tutto lambiente dei ricettatori». «Non si trattava di merce facile da piazzare - dice un ufficiale dellArma - Abbiamo fatto capire a tutti i potenziali trafficanti che il furto non era stato dimenticato e che le opere erano segnalate ovunque».1 dipinti verranno restituiti al Santo Spirito. Il direttore generale dellistituto sanitario, Pietro Grasso, ha assicurato «il massimo per tenerli al sicuro». Il complesso alle spalle di via della Conciliazione è uno degli scrigni della città. La chiesa di Santo Spirito in Sassia è mèta di una processione quotidiana. Una cripta custodisce una copia del "Gesù Misericordioso" del polacco Eugenio Kazimirowski. Limmagine di Cristo fu descritta al pittore da una suora, Faustina Kowalska, anche lei polacca, morta di tubercolosi nel 1938, beatificata da Giovanni Paolo II nel 2000. Madre Faustina disse di avere con Cristo un rapporto diretto e al quadro vengono attribuiti poteri miracolosi.
ROMA - Un tesoro da 4 milioni di euro era nascosto dentro un camper
Il 31 luglio e il 1 agosto 2004, il Colosseo suonava Simon Garfunkel e il Centro storico di Roma era distratto. I ladri, sconosciuti, hanno rubato 10 dipinti in restauro, tra cui una Sacra Famiglia attribuita al Pannigianino, dal complesso del Santo Spirito. Il danno fu enorme, con un prezzo di quattro milioni di euro. I carabinieri, guidati dal generale Giovanni Nistri, hanno iniziato un'indagine e hanno scoperto che i dipinti erano nascosti in un camper in corso d'Italia. Il presunto ricettatore, uno sbandato, è stato denunciato per ricettazione, ma non ha nulla a che fare con il furto.
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