OLBIA. La caduta quotidiana dell'impero romano. La storia rimane argomento di nicchia, segreta, nascosta. Una cosa per pochi intimi, intenditori del sapere che riescono a intuire che quel mucchio di pietre sbozzate nel centro della città sono le vestigia di una civiltà. Olbia cancella le sue radici nobili, le ignora. Reperti abbandonati, oltraggiati, soffocati da una coltre di cemento. Il Comune ha una memoria a breve termine. L'amministrazione non riesce a piazzare neanche un pannello che dia qualche indicazione, banali cordinate della storia. Il tour tra i reperti archeologici della città è da depressione. Nessuna cura di un tesoro inestimabile. Neanche una timida indicazione per spiegare che i blocchi di granito in via Torino fanno parte dell'unico tratto delle mura puniche rimasto intatto. Un tempo fortificavano la città, ora separano un bar dal cortile di un palazzo. L'illuminazione non c'è più. Le protezioni dei faretti sono state divelte e le lampadine portate via. Tutto intorno è un campionario di bottiglie e rifiuti. Resti della civiltà contemporanea. Gli unici ad apprezzare il pezzo di muro rimasto libero sono i writer che hanno eletto l'angolo a loro personale lavagna. Un po' come scrivere con la bomboletta sulle piramidi. Basta una passeggiata per arrivare davanti a un altro monumento. Quasi nessuno ricorda che accanto al Comune in corso Umberto quel buco tra il palazzo del municipio e la banca è ciò che rimane della piazza romana. Quella che qualche migliaio di anni prima era il cuore pulsante della città. Un simbolo. Dell'incuria. Comode ringhiere di acciaio accompagnano il visitatore giù per gli scalini. Ma nessuno riesce a intuire che quel fosso è una piazza. Che il fondo sconnesso simboleggia il passato nobile di una città dinamica. Ma senza un banale cartello resterà un segreto per tutti. Il giro nella desolazione va avanti. Incastrati tra il parcheggio di via Nanni e la ferrovia ci sono i resti dell'acquedotto romano. Anche in questo caso rimane un segreto per pochi. Di giorno la maggior parte delle persone non si cura di sapere quale significato abbiano i pezzi di roccia che spuntano dal ghiaione. Con allegria pascolano i loro cani. La notte anche questo pezzo di città finisce nelle mani dei writer che esercitano le loro doti pittoriche. Il monumento per ora rimane sommerso dalla sporcizia. Crescono scritte ed erbacce. Il Comune aveva promesso di mettere illuminazione e cartelloni. Per ora nulla è stato fatto per indicare a tutti cosa rappresenti quell'area. Mentre si porta avanti l'idea di una città turistiche e di alternativa alla monocoltura sole-mare, si continua a lasciare al proprio destino una parte pregiata della storia di Olbia. Nessuna indicazione per i turisti e per chi vuole conoscere qualcosa di più della storia della città.
OLBIA - Monumenti abbandonati nel cuore della città
La città di Olbia ha una memoria breve e ignora le sue radici nobili. I reperti archeologici sono stati cancellati o soffocati da una coltre di cemento. Il Comune non ha fatto nulla per indicare la storia di alcuni monumenti, come il tratto delle mura puniche rimaste intatte o l'acquedotto romano. I resti sono stati trasformati in spazi per i writer che utilizzano le pareti come lavagna. La città sembra aver dimenticato il passato e non ha cura di conservare la sua storia. I monumenti sono stati lasciati in condizioni di abbandono, senza illuminazione o cartelloni. La città continua a concentrarsi sulla sua immagine turistica e a dimenticare la sua storia.
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