Le storiche strutture appartenenti alle miniere hanno scatenato la fantasia di diversi imprenditori pronti a scommettere sul turismo. «Serve un circuito di iniziative e di offerte - sostengono gli acquirenti - se vogliamo far crescere la zona» Piccalina, Il Cinghiale, Zely, la Scuola: le aree minerarie a Montevecchio hanno suscitato la fantasia degli imprenditori. Le uniche che hanno visto l'attenzione al bando regionale del luglio scorso tramutarsi in un'offerta vera e propria. PICCALINA Le case operaie Piccalina, su una superficie di 15 ettari, sono ora in mano a due imprenditori edili di Guspini: Efisio Zaru e Giorgio Pilloni. «L'interesse - dicono - è al massimo. C'è la speranza di far rivivere in chiave turistica un territorio che nel passato ha dato lavoro e ricchezza al Campidano. C'è anche la volontà di bonificare il luogo. Manca solo la firma, davanti alla Regione, per l'accordo di programma. Auguriamoci senza intoppi e lungaggini. È nostra intenzione realizzare al più presto un residence. Con le costruzioni in mini alloggi, l'ex mensa in un ristorante. Intorno piscine, zone verdi e campi sportivi». L'ALBERGO Stessa sorte per l'albergo "Il Cinghiale", 2 mila metri cubi di volumetria, aggiudicato alla società Montevecchio srl di Arbus. «A poca distanza», dice Gianni Ecca, uno dei soci, «gestiamo già un'altra struttura. I turisti arrivano. È l'insieme che va valorizzato. Un complesso messo a nuovo, fra tanta rovina ed abbandono, non basta a recuperare la zona». ZELY Caso a parte "Zely", 4 mila metri cubi di volumetria consentita. Il bando prevedeva un utilizzo a fini sociali. E sarà proprio una fondazione umanitaria di Cagliari a farsi carico di adattare quelle vecchie mura ad una colonia per ragazzi bisognosi. Infine l'ex scuola, il caseggiato più piccolo, appena mille metri con un importo a base d'asta di 40 mila euro. L'assegnazione è per una società di Milano. INVENDUTI Deserta, invece, la gara per Villaggio Righi, Cameroni Rossi, Cameroni Bianchi, Ospedale-Asilo-Alloggi dirigenti, albergo Sartori, Miniera Telle. Ora la Regione ci riprova per la terza volta. La prima delibera del 2009 è una «gara pubblica per la vendita, la riqualificazione e la trasformazione ex beni minerari di Arbus e Guspini». Siti che hanno già ricevuto visite guidate da imprenditori e da gruppi interessati. Ma che si sono concluse con una nulla di fatto per i troppi vincoli idrogeologici, per quelli del Piano paesaggistico, dei siti d'interesse comunitario, del Parco Geominerario, della Sovrintendenza. L'IMPRENDITORE «Non nascondo - ammette Walter Concas di Arbus - che ho avuto ed ho ancora un interesse per Villaggio Righi. Sono pronto a farlo rinascere. Senza però le rigorose clausole della Regione. Se per un lavoretto in una comune casa occorre un iter di anni, figuriamoci per strutture di grande pregio. Solo con un percorso burocratico semplificato Montevecchio risorgerà». IL BANDO Ma la Regione non demorde e rilancia il progetto di luglio, confermandone le linee guida. L'ospedale e l'asilo compongono un lotto di 6 ettari e 13.486 di volumetria, per un importo a base d'asta di 790 mila euro. Il Villaggio Righi è di 4 ettari, per 290 mila euro. Poi i Cameroni rossi (3 mila metri quadrati e 80 mila euro), i Cameroni bianchi (20 mila metri quadrati e 60 mila euro), l'Albergo Sartori (14 ettari e 250 mila euro) e Miniera Telle (l'unico che prevede un ampliamento: da 6 mila metri cubi a 7.550, per un importo di 195 mila euro).