Tutino: "Cartellone 2010 solo coi proventi della vendita dei biglietti" Il sovrintendente punta sulla Scuola dellOpera: costi contenuti e più repliche Marco Tutino ci crede, non usa la parola «miracolo», ma introduce lingrediente «fantasia». Il sovrintendente del Teatro Comunale è convinto di poter mettere in piedi la stagione 2010 usando soltanto le risorse che arriverebbero dalla vendita dei biglietti: «Con unoperazione di fantasia e laccordo con gli altri teatri della regione, si può programmare lanno prossimo contando anche solo sui due milioni di euro dello sbigliettamento». Compito arduo, ma necessario, quando la produzione artistica deve fare i conti con i debiti e la mancanza di fondi; per portarlo a termine Marco Tutino pensa di puntare tutto sulla Scuola dellOpera: la sua alta qualità è stata riconosciuta dalla commissione ministeriale, che lha quantificata in 200mila euro di contributi extra; indubbiamente consente di contenere i costi di produzione e le numerose repliche (venti in più) permetteranno al teatro di piazza Verdi di accumulare punteggio nella classifica per la spartizione del Fondo Unico dello Spettacolo. La ricetta del sovrintendente per la sopravvivenza del Comunale è presto detta, dunque: più spettacoli a minor costo con il ruolo centrale della Scuola dellOpera, che già contribuirà in questo 2009 andando a sostituire due produzioni (via «Midsummers Night Dream» e «Le nozze di Figaro», dentro «La rondine» e «Don Pasquale»). Unaltra strada da percorrere è quella del dialogo proficuo con altre realtà regionali: «Dobbiamo conservare la nostra qualità - spiega Tutino - e differenziarci dagli altri teatri, ma usare a nostro favore le loro peculiarità: per esempio con le coproduzioni, che abbattono i costi di allestimento; aumentando il numero delle repliche; e puntando su una modalità inedita, quella che porterà una rappresentazione del Regio di Parma, in occasione del Festival verdiano, proprio al Comunale. Noi non spendiamo nulla e guadagniamo punteggio, loro risparmiano perché utilizzano la nostra orchestra e il nostro coro». La Scuola dellOpera, cioè il centro di alta formazione del Comunale che crea professionisti della lirica, è la chiave di volta delle finanze del Comunale. Il suo primo anno di attività è costato più o meno un milione di euro; 500mila sono arrivati da Roma, fra premi qualità e contributi per ogni replica andata in scena, mentre 600mila sono giunti dai privati. Affidare produzioni alla Scuola dellOpera significherebbe contrastare il crescente costo del personale (14 milioni e mezzo di euro nel ï99, 19 nel 2008) e rimediare alla scarsità di contributi locali che il Comunale riesce a raccogliere (3 milioni allanno, quando la media delle altre fondazioni liriche è di 7 milioni). Al resto dovranno pensare i finanziamenti pubblici, seppur ridotti dai tagli ministeriali, e soprattutto i prestiti bancari. Il debito allo stato patrimoniale del Comunale ammonta, come riferisce Pier Giorgio Righi, direttore dellarea gestionale e del personale, «a 15 milioni di euro». Il trasferimento di immobili (un terreno, un capannone e il teatro Manzoni) concesso da Palazzo DAccursio, anche se non ancora ratificato dal Consiglio comunale, vale 20 milioni di euro. Fra tanti numeri snocciolati da Tutino e Righi qualche nota negativa («Il pareggio del bilancio è unaltra cosa») ma anche un sospiro di sollievo («Stando alle promesse dei finanziamenti pubblici, per ora gli stipendi dei dipendenti sono coperti»).