Il paradosso del sito borbonico, dopo sei anni di lavori e una spesa di venti milioni Abbiamo firmato protocolli con tutti i governi e tutti i ministri Oggi anche a Bondi chiediamo chiarezza e trasparenza Finora abbiamo allattivo soltanto una serie di consigli, ma non ci è arrivata nessuna risposta concreta e definitiva Il complesso destinato a scuola di restauro e museo archeologico Il palazzo rischia di rimanere inutilizzato per inefficienza della burocrazia La Reggia di Quisisana, centottanta metri sul livello del mare, sito borbonico destinato a ospitare lIstituto superiore per la conservazione e il restauro e il museo archeologico. Destinato soltanto, però. Perché i lavori di ristrutturazione sono ormai ultimati e il 31 gennaio il complesso verrà consegnato. Ma dentro non ci sarà niente: dopo sei anni di lavoro e una spesa di circa 20 milioni, il gran palazzo rischia di diventare un contenitore vuoto. Un ennesimo, inquietante monumento allinefficienza e alla burocrazia. A lanciare lallarme è il sindaco di Castellammare, Salvatore Vozza. «La decisione di aprire una scuola di restauro e di farla funzionare è devoluta al governo. Lo stesso vale per il museo archeologico. Ma a tuttoggi da Roma non è giunto alcun segnale in questo senso. Il primo anno accademico può partire questanno come lanno prossimo. Ma è oggi che si deve cominciare a discutere e a gestire». E invece? «Finora - precisa Vozza - abbiamo allattivo soltanto una serie di consigli, della più varia provenienza. Ma nessuna risposta concreta e definitiva». E nessuno stanziamento, quando per i costi gestionali cè bisogno di milione e mezzo lanno. Il sindaco ha, nellavvicinarsi la data della consegna, scritto più duna lettera al ministro della Cultura Sandro Bondi. Lultima meno di un mese fa, il 19 dicembre: «A fronte di una precisa indicazione per le destinazioni duso, non ci è ancora nessuna certezza sulle modalità gestionali e sugli aspetti economico-finanziari relativi al complesso architettonico. Il rischio più che reale - scrive Vozza - è che lopera resti inutilizzata, che ci si trovi di fronte allennesima "incompiuta", pur essendo il nostro territorio bisognoso di interventi di valorizzazione dei beni culturali anche ai fini dello sviluppo territoriale». Un grido dallarme che non ha prodotto alcuna risposta ufficiale. Fatta eccezione per una telefonata che ha raggiunto il sindaco di Castellammare nei giorni scorsi: un invito a un incontro con Bondi a Roma, a cui Vozza andrà accompagnato dal suo assessore alla Cultura Massimo De Angelis e dallassessore regionale al Turismo Claudio Velardi. «Speriamo tutti in un incontro risolutivo», dice De Angelis. «Se lo Stato cambia idea e non è più interessato per noi non cè problema. Ma basta che ce lo dice. Ha il dovere di comunicarcelo». Sembra infatti che il Comune di Castellammare abbia già pronto un piano B. «Una fondazione o museo con sponsor privati, per esempio. E intanto - rivela De Angelis - si è fatta avanti la scuola alberghiera di Losanna, con il progetto di una filiale a Quisisana. Ma si tratta di unipotesi remota». E anche di un bel paradosso: una scuola svizzera nel cuore del sud Italia, in un edificio di proprietà comunale. Il primo nucleo della Reggia di Quisisana, sulle pendici del monte Faito, risale allepoca sveva, 1280 circa. Già ristrutturato dagli aragonesi, il complesso venne acquistato dai Farnese alla fine del Cinquecento e poi ereditato dai Borbone nel 1737. Fu casino di caccia e luogo di riposo per Ferdinando IV e Francesco II, per poi entrare tra i beni di casa Savoia con lUnità dItalia. Nel 1879 venne acquistato dal Comune di Castellammare di Stabia. Nel Novecento fu destinato prevalentemente ad albergo, ma anche a scuola militare e a ospedale. Già abbandonato da una ventina danni, venne seriamente danneggiato dal terremoto del 1980. Quattordici anni dopo, il sindaco Catello Polito chiese un finanziamento per restaurare la Reggia e destinarla a sede dellIstituto centrale per il restauro (oggi Istituto superiore per la conservazione e il restauro) e del museo archeologico di Stabiae: con laboratori, sale espositive, biblioteca, sale convegni. «Abbiamo firmato protocolli con i governi DAlema, Prodi e Berlusconi», spiega De Angelis. «Con i ministri Melandri e Rutelli. Oggi anche a Bondi chiediamo chiarezza». La lunga vicenda si dipana allombra di governi di centrodestra e di centrosinistra. «Non è una questione di colore politico», spiega Vozza, che aderisce a Sinistra democratica. «La verità è che nessuno ci credeva, in questo progetto». Il 21 gennaio a Roma, forse, lepilogo.
NAPOLI - Che bella questa Reggia restaurata ma rischia di restare inutilizzata
Il complesso destinato a scuola di restauro e museo archeologico Il palazzo rischia di rimanere inutilizzato per inefficienza della burocrazia. La Reggia di Quisisana, centottanta metri sul livello del mare, sito borbonico destinato a ospitare lIstituto superiore per la conservazione e il restauro e il museo archeologico. Destinato soltanto, però. Perché i lavori di ristrutturazione sono ormai ultimati e il 31 gennaio il complesso verrà consegnato. Ma dentro non ci sarà niente: dopo sei anni di lavoro e una spesa di circa 20 milioni, il gran palazzo rischia di diventare un contenitore vuoto. Un ennesimo, inquietante monumento allinefficienza e alla burocrazia.
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