MONSELICE. Un nuovo esposto alla Magistratura per fermare quello che per i Verdi è l'ennesimo abuso sulla Rocca. E' stato depositato pochi giorni prima di Natale, in municipio, l'esposto che il consigliere del Parco Colli Gianni Sandon, il consigliere provinciale Paolo De Marchi e quello comunale Francesco Miazzi hanno redatto per cercare di bloccare i lavori di costruzione della seconda torre di Casa Bernardini. A fine novembre sono iniziati i lavori per il «restauro e la messa in sicurezza» di alcuni immobili monumentali. «In realtà - spiegano i tre - si tratta di lavori, come la costruzione ex novo di una torre alta 14 metri a fianco del mastio, sulla sommità del colle, e del restauro-ampliamento, con raddoppio di volumetria, della casa ex Bernardini a metà della salita del colle». Interventi già contestati anche da Italia Nostra. Gli ambientalisti ritengono che i lavori siano previsti in difformità palese con gli articoli 32 comma 9 e 33 comma 2 del Piano Ambientale del Parco Colli. Articoli che permettono di far rientrare la sommità del colle come una «emergenza architettonica». Negli intorni di emergenze architettoniche si può procedere solo alla «manutenzione, al restauro e al risanamento conservativo, statico ed architettonico» dell'esistente con «l'esclusione di interventi edilizi e infrastrutturali di nuove costruzioni o ampliamenti di strutture esistenti». «Proprio quello che, invece, si sta facendo con la torre a lato del mastio e il raddoppio di volumetria della ex Casa Bernardini - spiegano - grazie ad una variante al Prg comunale approvata nel maggio 2006 sulla base della relazione del dirigente dell'Ufficio Tecnico che, nel respingere l'osservazione di un consigliere comunale che segnalava il contrasto con le norme del Piano Ambientale, dichiarava sostanzialmente il falso: cioè che nelle tavole grafiche allegate al Piano "l'area dell'edificio in esame" non risultava fra quelle di specifico interesse paesistico e quindi, non applicabile la normativa del Piano Ambientale. In realtà la Casa Bernardini è proprio contrassegnata nel piano come "intorno di emergenza architettonica", così come l'area del mastio dove si vorrebbe costruire la nuova torre». Non solo. La variante sarebbe in contrasto anche con l'articolo 50 comma 5 della legge regionale 6185, che vieta la possibilità di varianti urbanistiche in aree circostanti a edifici vincolati per una fascia non inferiore a 200 metri dal confine dell'edificio, dalle sue pertinenze e di aree parco: la casa ex Bernardini è in un'area che esclude la variante urbanistica. Chiosano i tre: «Sul colle della Rocca, sul patrimonio ambientale, storico e architettonico che rappresenta si sono accaniti propositi speculativi che non hanno lesinato abusi e "forzature" delle norme pur di procedere. La magistratura ha fermato il progetto dell'ascensore della Rocca. Ora auspichiamo che intervenga anche su questi finti restauri e messe in sicurezza».
VENETO MONSELICE - Violati i vincoli del Parco
In Monferrato, un gruppo di cittadini ha depositato un esposto alla magistratura per fermare i lavori di costruzione della seconda torre di Casa Bernardini sulla Rocca. I lavori, iniziati a fine novembre, prevedono la costruzione di una torre alta 14 metri e il restauro-ampliamento della casa ex Bernardini. Gli ambientalisti ritengono che i lavori siano in contrasto con gli articoli del Piano Ambientale del Parco Colli, che consentono solo la manutenzione, il restauro e il risanamento conservativo dell'esistente.
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