VENEZIA. I documenti, le deliberazioni, le carte originali della Serenissima ora si possono consultare via internet. «L'Archivio di Stato di Venezia - spiega il direttore Raffaele Santoro - ha riprodotto integralmente e messo in rete le deliberazioni degli organi costituzionali della Repubblica, quelle del Maggior Consiglio, del Senato e del Consiglio dei Dieci. Sono quelle prodotte nei tre secoli a partire dal XIII per ora, poi arriveranno le altre». Non solo: sarà possibile consultare on line anche la guida del patrimonio dell'Archivio, che prevede la descrizione dei fondi conservati nelle sedi dei Frari e della Giudecca, delle loro serie, dei soggetti produttori e degli strumenti di ricerca. Sono due progetti all'avanguardia (il primo prende il nome di «Divenire», il secondo di Sistema informativo dell'Archivio di Stato di Venezia, «SiASVe») che mercoledì 14, a palazzo Franchetti, sede dell'Istituto veneto di Scienze, Lettere ed Arti, verrà presentato da Salvatore Settis, presidente del Consiglio nazionale per i Beni e le Attività culturali, dal direttore generale per gli Archivi Luciano Scala, dal direttore regionale per i Beni culturali Ugo Soragni e da chi i due progetti li ha ideati e curati. «Per la prima volta - aggiunge Santoro - da ogni parte del mondo, le università, gli enti di ricerca, le società storiche potranno consultare direttamente documentazione così preziosa e tanto richiesta, per la quale fino a oggi era necessario compiere lunghi viaggi e sottoporsi a inevitabili trafile burocratiche per ottenerne copia. Le deliberazioni di cui si parla documentano le decisioni di politica interna ed estera in un momento in cui Venezia aveva un ruolo di primaria grandezza nel Mediterraneo, un periodo in cui la Repubblica dominava Costantinopoli, aveva rapporti con i re d'Ungheria, l'impero Turco, i principati dell'Africa per non parlare delle signorie italiane». Le immagini sono consultabili gratuitamente, mentre per scaricarle occorre pagare i diritti previsti dalla legge e sarà possibile farlo con una semplice carta di credito. Con il «SiAsVe», invece, vengono descritti oltre 800 fondi conservati nell'Archivio di Stato di Venezia, le istituzioni, gli enti o le famiglie o le persone che li hanno prodotti e i possibili strumenti per la ricerca. Si trova una scheda generale riassuntiva delle informazioni essenziali e la ricerca potrà avvenire per navigazione tra i fondi e le serie oppure con accesso diretto all'inventario. A questi, nei prossimi mesi, si aggiungeranno divenendo dunque consultabili anche i fondi archivistici relativi ai singoli notai, i loro atti, i testamenti e altro. «Tutto il sistema - conclude il direttore Santoro - viene presentato in internet anche nella versione in lingua inglese».
VENEZIA - Il governo della Serenissima va in internet
L'Archivio di Stato di Venezia ha riprodotto integralmente e messo in rete le deliberazioni degli organi costituzionali della Repubblica, quelle del Maggior Consiglio, del Senato e del Consiglio dei Dieci, prodotte nei tre secoli a partire dal XIII. I documenti sono consultabili gratuitamente, mentre per scaricarli è necessario pagare i diritti previsti dalla legge. Inoltre, l'Archivio ha anche presentato un progetto chiamato Divenire, che prevede la descrizione dei fondi conservati nelle sedi dei Frari e della Giudecca, delle loro serie, dei soggetti produttori e degli strumenti di ricerca.
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