VENEZIA. La riva crolla a San Marco. Due enormi blocchi di pietra d'Istria sono in bilico sull'acqua. Cede la pavimentazione sul bordo della Riva San Biagio, di fronte al Museo navale, perché i blocchi sono stati divelti alla base dal moto ondoso. La segnalazione è stata inviata da Marco Zanon, gondoliere del Giglio e prezioso testimone dei mali nascosti della città. «Abbiamo il dovere di segnalare questa cosa», dice, «perché poi non si dica che nessuno sapeva. Cosa fanno il Comune, il Consorzio, la Soprintendenza?». Qualche mese fa analoghe segnalazioni erano state inoltrate per altri tratti della Riva dei Sette Martiri e per le Fondamente Nuove. Ma nessuno è intervenuto, e i pezzi di marmo siono finiti in acqua. Città che va in pezzi, come denuncia da tempo l'Associazione Ambiente Venezia, di cui Zanon è entrato a far parte. E particolarmente in alcune zone come la Riva Sette Martiri, San Giorgio, Le Zattere e la Giudecca, Fondamente Nuove, si fanno sentire gli effetti del traffico pesante e del passaggio di motoscafi e grandi navi. Non è bastato nemmeno il restauro delle rive, fatto qualche anno fa dal Consorzio Venezia Nuova con l'impiego di calcestruzzo e tecnologìe pesanti. Le rive sprofondano e in molti tratti si sono aperte voragini per le infiltrazioni d'acqua. «Occorrono provvedimenti drastici», dice Zanon, «perché di questo passo la città va in pezzi». Il problema è serio anche nei rii interni, dove non esistono limiti al passaggio di barconi in ferro e grossi motoscafi. Inutili le proteste di comitati e residenti, che chiedono da tempo che il nuovo Piano del traffico acqueo tenga conto che nei delicati rii della città storica, come in tutti i centri storici del mondo, il traffico psante va vietato.
VENEZIA - Cedimento della riva a San Marco si staccano due enormi blocchi di pietra
A Venezia, la riva di San Marco è stata colpita da un crollo di pavimentazione a causa di due enormi blocchi di pietra d'Istria che sono stati divelti dalla moto ondosa. La segnalazione è stata fatta da Marco Zanon, un gondoliere, che denuncia che il Comune, il Consorzio e la Soprintendenza non hanno fatto nulla per fermare il problema. La città sta andando in pezzi, dice Zanon, e occorrono provvedimenti drastici per fermare il problema. Il problema è serio anche nei rii interni, dove il traffico pesante e le navi grandi causano danni alle rive.
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