In piazza i residenti di Settecamini: non li vogliamo. Il sindaco: lo spostamento a partire dal 22 Scoppia il caso Casal Bianco, dove sarebbe stato individuato un nuovo campo. I residenti delle zone vicine furibondi C'è la Colonna Traiana a far da testimone. Il residente di Settecamini, reduce dall'incontro col Prefetto, mostra ai manifestanti le carte appena esibite in Prefettura, con i vincoli archeologici su Casale Bianco, la zona chiacchierata come il campo rom in cui trasferire i rom del Casilino 900. «Ci sono i vincoli - dice con foga Paolo Emilio Cartasso, settant'anni, pensionato, vicino a Italia Nostra - . Ecco cosa abbiamo appena fatto vedere al Prefetto...». «Ma che ce frega dei vincoli e dell'archeologia - gli fa eco un manifestante alzando la voce -. Io lì accanto c'ho casa mia. Questo gli dovevi di'...Non voglio i rom sotto casa». Il giorno dopo il summit del Prefetto con i sindaci del comprensorio romano e i minisindaci di Roma l'invito a farsi carico, un po' tutti, del problema rom registra la prima manifestazione di piazza, all'insegna del più secco rifiuto: «No al campo rom a Casale Bianco», dice lo striscione portato a Madonna di Loreto, sotto il Vittoriano, da 150 residenti di Settecamini e Setteville di Guidonia, ma anche di Case Rosse, Marco Simon e Forno Casale, giunti su un paio di pullman e varie auto per opporsi all'ipotesi ventilata di un grande campo rom proprio accanto a casa loro. Il sindaco Alemanno era già intervenuto, in giornata, per mettere le mani avanti. «I nuovi campi saranno sicuri - ha ricordato Alemanno - . Ai cittadini che temono la localizzazione dei campi rom sul proprio territorio dico che i campi, diversi da quelli del passato, saranno vivibili, con servizi di volontariato, solidarietà e con controlli molto forti sulla legalità». Con l'occasione Alemanno ha detto che il Casilino 900 ha i giorni contati. Sarà trasferito subito dopo la scadenza del 22 gennaio, giorno in cui al Prefetto dovranno essere giunte le risposte dei 121 comuni della provincia: «Da quel momento - ha precisato il sindaco - entro pochissimi giorni decideremo il piano ». Infine un richiamo all'ordine per i sindaci della provincia: «Non è una bella cosa che i Comuni si mobilitino solo contro. Invito gli amministratori a dare il buon esempio...». Di che far fischiare le orecchie a Filippo Lippiello, sindaco Pd di Guidonia, oppositore del campo a Settecamini, assente ieri dal presidio sotto la prefettura. Lì una delegazione di manifestanti si è fatta ricevere dal Prefetto per segnalargli, insieme ai vincoli archeologici di serie A e serie B posti proprio sul sito Monte dello Spavento, cuore dell'area interessata, il desolante quadro di mancanza totale di servizi per una popolazione già ricca di 81.500 residenti. «Il Prefetto ci ha ascoltato - hanno spiegato poi Maria Marinelli, presidente della circoscrizione di Monte Simone, area Pd, e Paolo Emilio Cartasso - . Ne ha preso atto, dicendoci che l'insediamento ha bisogno invece di servizi vicini, anche per la dignità dei rom...». E giù fischi di molti presenti, tra i quali insieme a manifestanti di centro sinistra si segnalano anche attivisti di Forza Nuova. Più pacatamente a lato l'architetto Massimo Calandrelli del comitato «Casal Bianco Natura » sposava un'alternativa: «Invece di mandare i rom tutti da noi, li suddividano equamente tra i 19 municipi romani. Con piccoli insediamenti, più controllabili e anche più umani... ». Conclusione di un giovane al megafono: «Non è cambiato niente, continuiamo a farci sentire...». Applausi convinti. «Appuntamento lunedì alla circoscrizione di Guidonia...». Paolo Brogi Comitato Paolo Emilio Cartasso, del comitato di Settecamini, nella delegazione ricevuta dal prefetto Pecoraro. Accanto, la manifestazione di protesta a Madonna di Loreto, dietro la Prefettura, contro l'ipotesi di trasferimento del campo rom Maria Marinelli, presidente della Circoscrizione Marco Simone di Settecamini Massimo Calandrelli membro del comitato ambientalista «Casale Bianco Natura» Daniele Leodori È sindaco di Zagarolo e capogruppo del Pd nel consiglio provinciale