Lite sui costi, da lunedì nell'aeroporto di Capodichino i turisti non potranno più chiedere informazioni a nessuno. La chiusura dell'Infopoint è dovuta al braccio di ferro che vede da una parte la Gesac, società che gestisce lo scalo, e dall'altra l'assessorato regionale al Turismo e l'Ept (Ente provinciale per il turismo) di Napoli. Dal mese di agosto, dopo il pressing del sottosegretario Michela Vittoria Brambilla e della cabina di regia, l'attività è stata gestita dalla stessa Gesac attraverso proprio personale appositamente formato e in servizio dalle 7 alle 23: «In questi mesi - fa sapere la società - il punto informativo situato nell'area arrivi ha fornito informazioni dettagliate su strutture ricettive, trasporti e collegamenti con le località di interesse turistico della regione, mostre, eventi, attività culturali, orari di apertura di tutti i musei cittadini e regionali e ha registrato, fin dalla sua attivazione, un riscontro più che positivo». Alla fase di start-up, però, avrebbe dovuto far seguito la stipula di una convenzione che non è mai stata sottoscritta. «Abbiamo ripetutamente sollecitato l'Ept e la Regione rispetto alla necessità di raggiungere un accordo - spiega Mauro Pollio, presidente e amministratore delegato della Gesac - Ora siamo costretti, nostro malgrado, a interrompere il servizio. Ribadiamo, comunque, la massima disponibilità al dialogo per trovare una soluzione nell'interesse di tutti, anche rivedendo i costi». Immediata la replica di Dario Scalabrini, amministratore dell'Ept: «Ci hanno chiesto 200mila euro all'anno per un metro di spazio all'interno del presidio informativo dello scalo - tuona - Una cifra inaccettabile e insostenibile che, peraltro, non ci consentirebbe di fornire un servizio funzionale e visibile. A queste condizioni non possiamo firmare alcuna convenzione». Brutte notizie, intanto, sulle presenze nei musei di Napoli e della Campania. I dati forniti dall'Ufficio statistica del ministero dei Beni culturali, infatti, non lasciano dubbi: rispetto al 2007, nel periodo gennaio-agosto 2008 all'Archeologico di Napoli si è registrato un calo del 18,43 con una riduzione degli introiti del 25,49. La musica non cambia quando si analizza il trend di visitatori alla Reggia di Caserta (-23,41, -16,73 di entrate). Le cifre risultano preoccupanti a Pompei ed Ercolano (gli scavi hanno accolto rispettivamente il 12,79 e il 13,68 di persone in meno) e persino nella grotta azzurra di Capri: qui in un anno il numero delle presenze si è ridotto del 15. Dati lontani anni luce dal Colosseo e dal Foro Romano, che mettono a segno risultati incoraggianti, ma anche dal Cenacolo Vinciano di Milano e dal museo egizio di Torino. In questo momento di grande difficoltà rischia di essere un boomerang la decisione dell'assessore regionale al Turismo, Claudio Velardi, di non pagare più gli straordinari ai dipendenti statali per garantire l'apertura dei musei nei giorni festivi (altrimenti non assicurata). Nella direzione opposta va, invece, la politica di concedere biglietti scontati o gratuiti ai giovani dai 15 ai 24 anni e a coloro che hanno superato i 65 anni. Misure contenute nel bilancio regionale e a cui i luoghi d'arte dovranno attenersi pena la perdita dei contributi.
CAMPANIA-TURISMO: Lite sui costi aeroporto di Capodichino
L'aeroporto di Capodichino di Napoli chiuderà l'Infopoint, punto informativo per i turisti, a partire dal lunedì. La chiusura è dovuta al braccio di ferro tra la Gesac, società che gestisce lo scalo, e l'assessorato regionale al Turismo e l'Ept. La Gesac aveva gestito l'Infopoint dal mese di agosto, ma non aveva firmato una convenzione con l'Ept. La società ha chiesto 200mila euro all'anno per il servizio. L'Ept ha rifiutato, considerando la cifra inaccettabile. La chiusura dell'Infopoint potrebbe avere un impatto negativo sui turisti e sulle presenze nei musei della regione.
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