Le società comprano per realizzare hotel, i privati stranieri per poter abitare in un pezzo di storia Appena venduto a Lucca il famoso complesso dei Mansi mentre a Piombino un'organizzazione religiosa sta acquistando la magione ex Lucchini Testimonianze etrusche, romane, medievali e rinascimentali caratterizzano città, piccoli borghi e campagne della Toscana: vivere ogni giorno in questi luoghi significa essere in qualche modo protagonisti sul palcoscenico della storia. Ovunque si incontrano vestigia che, in certi casi, diventano alla portata di chi, facoltoso, decide di comprarsi un pezzo di quella storia che ha fatto grande la nostra terra. Le antiche dimore diventano così "oggetti del desiderio" fortemente contesi sul mercato immobiliare di alta gamma sia nazionale che internazionale. Proprio sul segmento a cinque stelle ha fatto la sua comparsa anche Villa Mansi di Segromigno, in provincia di Lucca. La vendita di Villa Mansi. Questo conosciutissimo complesso immobiliare, spesso scenografia di fastose feste di nozze, è stato infatti venduto: l'ha acquistato nel corso dell'autunno l'immobiliare San Michele di Pistoia (ma forse la transazione cela un nuovo proprietario lucchese) da Claudia Barsella, vedova di Marino Salomon, e dalle figlie Rugiada e Margherita. Una villa monumentale quella di Segromigno, sottoposta a vincolo, che all'immobiliare è stata venduta per 8 milioni di euro. L'ex villa Lucchini. Top secret, invece, il prezzo che un' organizzazione religiosa ha sborsato per l'acquisto (ma finora è stato concluso il preliminare di vendita) di una antica villa di Piombino, nel quartiere di Cittadella, che è stata prima proprietà della Magona poi di Lucchini. A impegnarsi nell'acquisto è stata la Fondazione Kepha di monsignor Patrizio Maria Romano Benvenuti. La sede legale è a Roma, ma a Poppi, in provincia di Arezzo, c'è quella operativa, in un monastero delle suore agostiniane. Kepha, legata al Vaticano, ha contribuito a restaurare il Castello dei conti Guidi e nel convento ha ricavato una sala convegno ed aule dove vengono svolte attività di formazione che probabilmente intende svolgere anche a Piombino. Prezzi stratosferici. In Toscana il segmento delle dimore di lusso è rappresentato non solo dagli immobili storici, ma anche dalle ville della Versilia e dell'Argentario. In questo caso si tratta di dimore che per il momento hanno un altissimo valore legato principalmente al nome di chi ha firmato il progetto (quasi sempre architetti famosi), all'utilizzo di materiali pregiati e alla presenza di "accessori" quali piscina e campo da tennis. Le dimore che hanno sulle spalle secoli di storia e le ville più moderne hanno però una caratteristica in comune, quella del prezzo: cifre milionarie che possono salire fino a raggiungere, nel caso di strutture particolarmente ampie, anche i 40 milioni di euro. Tanti ne costa un complesso monumentale "emerso" da una ricerca in rete e ubicato in provincia di Lucca, una delle aree dove è notevole la presenza di ville e castelli. Chi acquista. Ma chi è l'acquirente-tipo di una dimora storica? Il mercato attira più gli italiani o gli stranieri? Per quale motivo si acquista una struttura che comunque avrà alti costi di manutenzione? C'è il rischio di speculazioni? Ne abbiamo parlato con Claudia Pizzi, titolare di un'agenzia immobiliare specializzata di Pisa, la Toscocountry che ha sede in località Asciano, sul Lungomonte, ma opera a livello nazionale e internazionale grazie a collaborazioni con agenzie straniere (fra cui inglesi) e al sito Internet. Terra di castelli e ville. «La richiesta di dimore storiche è molto forte - spiega la signora Claudia - e la Toscana offre in abbondanza questa tipologia di immobili grazie al suo passato. Acquistano siano gli italiani che gli stranieri. Questi ultimi in particolare, al di là della dimora con gli affreschi, vogliono però il "vero" pezzo di storia, cioè la testimonianza diretta di un grande personaggio rinascimentale o medievale o di un fatto accaduto in quel determinato luogo. Tutto questo, per uno straniero, rappresenta un grande valore aggiunto». Il privato italiano che decide di trattare l'acquisto di una dimora storica è «una persona con un ottimo budget - spiega la titolare di Toscocountry - che la vuole per viverci quotidianamente con la famiglia». Le società, molte ad esempio del Nord Italia, che decidono di trattare l'acquisto di una dimora storica stanno molto attente al vincolo della Sovrintendenza: «In questo caso chi compra lo fa per dividere l'immobile in appartamenti da affittare o rimettere in vendita - prosegue Pizzi - oppure per realizzare strutture alberghiere di lusso. Non tutte le antiche dimore sono vincolate, ma quando il vincolo è presente vuol dire che non si può praticamente toccare nulla. E in questo caso l'interesse delle società scema immediatamente».