La Procura: area vincolata. I ristoratori: autorizzazioni ok Oggi sciopero di cinque sindacati dei vigili urbani, a rischio il dispositivo di traffico per lo stadio. Ma il Comune dice: "Ce la faremo" blitz della polizia municipale in via Partenope, sequestrati su ordine della Procura i gazebo di sei ristoranti. La Soprintendenza chiede «regole e decoro». Ma i ristoratori, arrabbiati per il «danno dimmagine», si difendono: «È tutto un equivoco. Abbiamo le autorizzazioni giuste». Intanto oggi cinque sigle sindacali dei vigili annunciano lo sciopero: rischio caos in città e allo stadio. Scattano i sigilli ai gazebo di via Partenope. Un vigile attacca alle vetrine, con lo scotch, un foglio di carta con la scritta a caratteri scuri, "Procura della Repubblica". Mentre i camerieri accatastano, sotto una pioggia sottile, tavolini e sedie. «Giornata di lavoro, ma a vuoto. Che città assurda» sbuffa un cameriere con il grembiulone blu e i capelli bianchi ormai fradici. Il blitz scatta alle 9,30 del mattino. Sei ristoranti finiscono nel mirino della Procura: "Anima e cozze", "Regina Margherita", "Antonio e Antonio", "I re di Napoli", "Gusto Gusto" e "Rossopomodoro". Per loro è un sequestro bis. Il 9 luglio scorso, la polizia municipale aveva già apposto i sigilli alle strutture esterne, concedendo la facoltà duso. Ieri mattina il sequestro è stato esteso anche ai marciapiedi. Operazione lampo, ma con un colpo di scena: i locali hanno tutte le autorizzazioni, sia amministrative che paesaggistiche, solo che la Procura non sarebbe stata informata. Ed ecco lennesimo pasticcio burocratico-istituzionale. Loperazione, coordinata dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dal comandante della polizia municipale, Luigi Sementa (e condotta dal tenente Gaetano Frattini, comandante della VI unità operativa della polizia municipale, e dal tenente Gabriele Salomone della pg della municipale) parte da un esposto, la scorsa primavera, della Soprintendenza ai beni architettonici. Il lungomare, si legge nellesposto, è area sotto vincolo (proprio come piazzetta Rodinò, dove negli ultimi tre mesi sono stati sequestrati e smantellati tutti i gazebo). Ma i sei ristoratori di via Partenope, proprio dopo il sequestro di luglio si sono dati da fare e il 9 dicembre scorso hanno ricevuto "lautorizzazione paesaggistica" proprio da Palazzo Reale. «Questo disguido a noi costa carissimo - spiegano Michele Miglino (direttore) e Luciano Lamberti (titolare) di "Anime e Cozze" - Significa lavorare al 40 per cento, senza contare il danno di immagine. Lavoriamo soprattutto il week-end. Per noi è un danno enorme, ma anche per la città». E Antonio Della Notte di "Gusto e Gusto" e "Antonio e Antonio": «Stamattina è venuto un esercito di vigili a sequestrare i gazebo, eppure noi abbiamo la concessione per occupazione di suolo pubblico (la 113 del 7 febbraio 2008) e un progetto approvato dal Comune sempre a febbraio 2008 e recentemente abbiamo avuto anche lok dalla Soprintendenza». Della Notte mostra una a una le autorizzazioni. E tra i documenti spicca la lettera della Soprintendenza al Comune (numero di protocollo 23037) del 9 dicembre scorso dove Palazzo Reale, esaminando la documentazione presentata a San Giacomo dai cinque ristoratori il 3 settembre scorso, trasmessa ai suoi uffici il 3 ottobre e protocollata il 6 dello stesso mese definisce i gazebo come «installazioni con carattere di reversibilità» ed esprime «parere favorevole». Le firme sono dellarchitetto Paola Bovier e del soprintendente Stefano Gizzi. La Bovier precisa: «Noi abbiamo comunque chiesto delle modifiche: come eliminare il marrone scuro su edifici di inizio 900 e ridurre le chiusure laterali. Non so se i proprietari hanno adempiuto a queste prescrizioni. Nessuno vuole bloccare il commercio. Cerchiamo solo di stabilire regole precise e omogenee. Quanto prima ci sarà una conferenza di servizi». «Ancora una volta linefficienza del Comune si ripercuote negativamente sul tessuto produttivo della città», attacca il consigliere di Forza Italia, Raffaele Ambrosino. Anche se proprio i ristoratori sono sereni: «Siamo arrabbiati, delusi, stupiti - dicono i sei di via Partenope - Ma siamo fiduciosi nel dissequestro, perché siamo in regola». Nelloperazione è stato contravvenzionato anche il "Pinterrè", per alcune irregolarità. (cristina zagaria)