SABATO, 10 GENNAIO 2009 LA REPUBBLICA - Bologna Merola: siamo i primi nella repressione delle costruzioni illegali "I casi, nella stragrande maggioranza, sono di piccola entità" IN COLLINA cè chi ha costruito abusivamente unabitazione di un piano, poi ha usufruito del condono e, successivamente, ha pensato bene di aggiungere il secondo. Sempre senza permesso. E al quartiere Navile cè chi ha trasformato un cascinale in una mega villa, con un ampliamento di superficie "selvaggio" di 900 metri quadrati. Per il primo caso, il Comune ha già pronta lordinanza di demolizione, ma a questa deve affiancare un progetto di lavori pubblici (a carico del proprietario) perché il secondo piano va demolito senza toccare il primo, che ad oggi risulta legittimo. Sono i casi emersi dalla verifica ordinata dallassessore allurbanistica Virginio Merola sul tema degli abusi edilizi sotto le Due Torri. Il bilancio è confortante: «Bologna è una città civile che denuncia gli abusi», dice lassessore. Se infatti, cifre alla mano, il capoluogo emiliano è al vertice della graduatoria nazionale, come ricorda Enzo Aldrovandi del settore urbanistica, è dovuto al fatto che su questo versante «a Bologna si interviene». E Merola precisa: «non vorremmo finire sul Sole 24 ore come la città più abusiva. In realtà siamo i primi per repressione degli abusi». Nel 2008, il Comune ha elevato 306 verbali (contro i 305 del 2007, i 261 del 2006 e i 256 del 2005) a cui sono seguite 305 ordinanze (negli anni a ritroso 269, 144 e 158) e relativi 28 ricorsi (36 nel 2007, 25 nel 2006 e 23 nel 2005). Delle 305 ordinanze dellultimo anno, 81 si sono risolte con una sanzione pecuniaria (è possibile per casi minori, come la realizzazione di una porta o una finestra senza autorizzazione) mentre per 52 si è trattato di demolizione diretta da parte del Comune. Il punto politico segnato da Merola è chiaro: nella lotta agli abusi edilizi, «il dato degli ultimi 10 anni parla di 103 ordinanze, 52 di queste sono state emanate nel 2008». Nella gran parte dei casi, comunque, il "dato positivo" è che sono gli stessi cittadini colti in fallo a procedere alla demolizione. Per di più, «la stragrande maggioranza degli abusi - specifica lassessore - sono di modesta entità»». Insomma, «i controlli si fanno e i risultati ci dicono che si conferma la tradizione di una città in cui la grande maggioranza dei cittadini rispetta le regole». Sotto particolare attenzione, nel 2008, tre zone della città. A Borgo Panigale sono scattate 10 ordinanze, seguite da sei demolizioni spontanee e due richieste di sanatoria. Altri due casi rientreranno in un programma di sgombero di insediamenti nomadi. In collina, invece, le ordinanze sono state 13 con 10 demolizioni spontanee (più una richiesta di sanatoria, una sospensiva richiesta dal Tar, una da verificare, una richiesta di proroga e una comunicazione di ripristino spontaneo attesa a breve). Nel quartiere Navile, infine, 11 ordinanze con cinque demolizioni spontanee, una richiesta di proroga e i restanti casi in corso di verifica. Proprio al Navile, ricorda il presidente Claudio Mazzanti, cè il caso della mega villa di tre piani e il cascinale ristrutturato in via del Rosario. Il Comune ne è già entrato in possesso e ora si attende lesito del Consiglio di Stato al quale si sono appellati i proprietari. Chiuso liter, il sogno del presidente del Navile è di trasformare linsediamento in una residenza sanitaria protetta.
BOLOGNA -- Demolizione per la villa abusiva
Il sottosegretario all'urbanistica Virginio Merola ha rilasciato i dati relativi alla repressione degli abusi edilizi a Bologna nel 2008. Il Comune ha elevato 306 verbali e 305 ordinanze, di cui 81 sanzioni pecuniarie e 52 demolizioni dirette. La maggioranza degli abusi sono di piccola entità. Merola ha anche menzionato tre zone della città sotto particolare attenzione: Borgo Panigale, Collina e Navile. Nel quartiere Navile, il Comune ha già pronta lordinanza di demolizione per una mega villa di tre piani e un cascinale ristrutturato in via del Rosario. Il presidente del Navile vuole trasformare linsediamento in una residenza sanitaria protetta.
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