Trasloco nella Tenuta dei Massimi. E gli abitanti insorgono A ridosso dellarea dove nasceranno le più belle terme di Roma, quelle di Arvalia Il più grande centro integrato di rottamazione e demolizione dEuropa a ridosso dellarea dove pochi giorni fa è stato approvato il progetto regionale delle più belle terme di Roma, le terme di Arvalia, nel cuore del parco della Tenuta dei Massimi. Un progetto ad altissimo impatto ambientale di oltre 156.000 metri quadri che dovrebbe nascere in località Infernaccio Muratella: verrà costruito su una collina che sovrasta lintero quartiere e sarà visibile a chi entra a Roma dallautostrada Roma-Fiumicino, da Via della Magliana e dalla tratta ferroviaria Fm1 Orte-Roma - Fiumicino Aeroporto. Limpianto, situato di fronte alla fermata del treno Fm1 Muratella, dove è previsto lingresso, smaltirà gran parte delle 125.000 autovetture rottamate a Roma, per una media di 120 vetture al giorno e sarà accessibile da via Della Magliana, una strada larga 7 metri senza marciapiedi, la cui viabilità già oggi è compromessa dallintenso traffico locale. Gli abitanti di Muratella e della Magliana insorgono. E nonostante la realizzazione dellimpianto oggi raccoglie i pareri negativi di Comune, Provincia e Regione, e viene bocciata quindi da tutte le amministrazioni competenti, bisogna tener conto che il 3 marzo 2008, con uno degli ultimi atti della giunta Veltroni, è stato approvato il progetto esecutivo per le opere di urbanizzazione dellimpianto in sede di conferenza dei servizi che, senza tenere in considerazione i siti archeologici nel sottosuolo e nonostante larea abbia un vincolo paesaggistico, dà lokay alle opere di urbanizzazione necessarie per la costruzione del colossale impianto di rottamazione. Allapprovazione in conferenza dei servizi si aggiunge anche un altro impedimento per chi vorrebbe salvare la collina dai querceti secolari e dalla fauna protetta: il presidente del Consiglio dei ministri istituisce nel 2005 il commissario straordinario per la definizione di un programma di delocalizzazione di tutti i centri di autodemolizione presenti nel Comune di Roma in attuazione dellaccordo di programma stipulato nel 1997. Il 19 dicembre 2008 il commissario Pierluigi Di Palma si pronuncia e stabilisce che «si rende impraticabile la ricollocazione dellimpianto in altro luogo perché più volte le stesse amministrazioni hanno già confermato quel sito come idoneo e i consorziati (i tredici demolitori che dovranno trasferirsi e gestire il centro la maggior parte dei quali non operanti nel XV Municipio ndr) hanno affrontato delle spese di progettazione e per i sondaggi archeologici». Il 6 ottobre scorso infatti sono iniziati i sondaggi archeologici perché larea risulta vincolata in alcune zone preventivamente in altre ha con un vincolo "assoluto". Il consorzio dei rottamatori a fine mese, il 27 gennaio, presenterà in sede di conferenza dei servizi il progetto esecutivo dellintero impianto, se verrà approvato allinizio dei lavori mancherà solo il placet della sovrintendenza dei beni archeologici di Roma. E questo potrebbe essere un altro veto al progetto: già nel 94 sono stati condotti dei sondaggi archeologici che hanno portato alla luce quattro siti preistorici che interessano circa un terzo dellarea su cui è previsto il rottamatore. Nel frattempo Comune, Provincia e Regione presentano mozioni a sfavore. Il presidente della Commissione ambiente del Comune Andrea De Priamo parla chiaro: «Sarà discussa in Consiglio comunale lunedì prossimo una mozione congiunta presentata da maggioranza e opposizione contro questo progetto. Io intanto ho scritto al Commissario straordinario e al presidente della Regione di scegliere unaltra area, fuori dal centro abitato e dallarea protetta, per linsediamento».