In Campania, tra i pochi primati rimasti in campo turistico, forse il solo che sembrava destinato a resistere nel tempo era quello di Pompei, quale sito archeologico più visitato al mondo. Purtroppo, nel 2008 si è verificato il sorprendente sorpasso da parte di Efeso, la città sepolta ubicata nei pressi di Smirne. Il sito della costa egea ha ribaltato una classifica che, in passato, la vedeva ben distanziata da Pompei (1,9 milioni di visitatori contro i 2,6 milioni di Pompei). La spiegazione di questo risultato, a prescindere dalla bellezza ugualmente incomparabile delle due località archeologiche, sta nella differente politica turistica sviluppata dalla Turchia rispetto all'Italia e, soprattutto, nelle diverse condizioni create nel contesto. Negli ultimi anni la nazione della Mezzaluna ha investito nel turismo ingenti risorse (originariamente destinate all'esposizione universale del 2015, per la quale Smirne è stata battuta da Milano). Parte cospicua dei fondi è stata impiegata proprio per la valorizzazione degli scavi archeologici di Efeso. Con l'eccezionale arricchimento delle strutture turistico-ricettive, il miglioramento dei collegamenti con Ankara e Istanbul, il potenziamento del festival internazionale che si tiene ogni anno nel mese di maggio, nei primi undici mesi del 2008 i visitatori sono così cresciuti a 2,6 milioni rispetto ai 2,2 milioni fatti registrare dagli scavi pompeiani. Questo risultato è chiaramente frutto di un'intelligente riqualificazione del contesto, che da noi è finora mancata. Pompei, difatti, nonostante la nomina di un commissario straordinario, non riesce a risolvere i problemi che l'affliggono da sempre (difficile accessibilità, disordine urbano, carenza dei servizi, deficienza di strutture, ridotta sorveglianza del territorio). Il paragone, davvero eclatante, Pompei-Efeso, è utile per introdurre un ragionamento generale sulle preoccupanti prospettive di un territorio più ampio, che ricomprende, oltre alle isole del golfo, l'intera costiera tra Sorrento ed Amalfi. Due sono infatti gli eventi recenti che concorreranno ad incidere negativamente sul flusso di visitatori italiani e stranieri: la chiusura della galleria Scrajo-Seiano, che renderà di nuovo necessario il faticoso attraversamento dell'abitato di Vico Equense per raggiungere Sorrento e le località viciniori; e il paventato blocco dei trasporti marittimi costieri in Campania. La chiusura della Sorrentina, programmata fino al 31 marzo 2009, ma con tutte le incertezze connesse con l'esecuzione di opere pubbliche importanti, rischia in realtà di penalizzare pesantemente il turismo che, anche in un periodo tipicamente invernale, s'indirizza verso le amene località della costiera, così come le maggiori difficoltà di collegamento marittimo con le isole e la penisola sorrentino-amalfitana non potranno non influire sulla consistenza dei flussi turistici complessivi. Tenendo conto di ciò, è lecito chiedersi, con giustificata preoccupazione, se si riusciranno a completare rapidamente i lavori di rafforzamento e completamento del tunnel di Pozzano, garantendo condizioni di maggiore sicurezza per il traffico di attraversamento; e se si potrà scongiurare in tempi brevi, con un accordo a livello governativo, il blocco dei trasporti marittimi minacciato dagli armatori per il mancato inserimento, a loro favore, degli sgravi contributivi nel famoso decreto milleproroghe. Certo, per avviare una decisa ripresa del turismo nella nostra regione, non sarà sufficiente ottenere il risultato minimale di non peggiorare le condizioni già oggi in essere, ma occorrerà soprattutto dare avvio ad una nuova politica turistica, che punti ad accrescere l'attrattività del territorio regionale. Si ritorna così sull'esigenza che Regione, Province e Comuni (Napoli in testa) coordinino i loro sforzi e contribuiscano a dare consistenza e coesione ad un piano strategico di sviluppo del turismo in Campania. La competizione internazionale non consente più di governare fenomeni complessi, com'è indubbiamente divenuto quello turistico, senza fare sistema tra istituzioni locali, operatori e governo centrale. Non basta continuare ad investire risorse in tante iniziative dirette più a raccogliere consensi locali che a migliorare le condizioni ambientali. L'esempio di Efeso, citato all'inizio, dimostra come si possano ottenere risultati davvero eccezionali, pur partendo da situazioni del territorio caratterizzate in origine da fenomeni di grave crisi e pur disponendo di un contesto naturale complessivamente molto meno attraente del nostro. Sergio Sciarelli
CAMPANIA- Pompei: sito archeologico più visitato al mondo
In Campania, il sito archeologico di Pompei è stato superato da quello di Efeso, in Turchia, in termini di visitatori. La Turchia ha investito ingenti risorse nel turismo, valorizzando gli scavi archeologici di Efeso e migliorando le strutture e i collegamenti. Pompei, invece, non ha risolto i problemi di accessibilità, disordine urbano e carenza di servizi. La chiusura della galleria Scrajo-Seiano e il blocco dei trasporti marittimi costieri in Campania potrebbero penalizzare il turismo. Per ripartire, è necessario una nuova politica turistica che punti ad accrescere l'attrattività del territorio regionale, con la coordinazione tra Regione, Province e Comuni.
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