tra l'associazione che lo gestisce ed il Comune, con il blitz degli amministratori che volevano entrare nella sede ed i carabinieri schierati a fare da cuscinetto COLICO A Temù è scoppiata la guerra del «Museo della Guerra Bianca in Adamello» tra l'associazione che lo gestisce ed il Comune, con il blitz degli amministratori che volevano entrare nella sede ed i carabinieri schierati a fare da cuscinetto. L'associazione è la stessa che dovrà gestire in convenzione con il comune di Colico il Forte militare Lusardi e secondo il curatore, le ragioni stanno dalla parte del museo: «Il comune di Temù ha realizzato una nuova sede, finanziata con un milione e 300 mila euro da Regione, Provincia di Brescia e Comunità montana ? dichiara Antonio Trotti ? che è pronta dal 2006 ma non ci ha dato ancora le chiavi. Il sindaco ha emesso un'ordinanza con la quale pretendeva di entrare nel museo e fare l'inventario dei beni. Ma noi rispondiamo solo alla Regione ed al ministero dei Beni culturali. Al sindaco abbiamo risposto che se vuole entrare deve farlo da visitatore, negli orari di apertura e pagando il biglietto». il blitz Così mercoledì mattina il sindaco Corrado Tomasi con il personale del Comune ha cercato di dare corso all'ordinanza: «Si sono presentati con l'attrezzatura da fabbro per fare il blitz. - sostiene Trotti ?Noi abbiano chiamato i carabinieri e loro se ne sono andati. Uno dei cavalli di battaglia del sindaco è di dire che vogliamo portare via tutta la collezione dalla Valcamonica. Peccato che non è vero e che noi abbiamo invece lo sfratto dalla attuale sede, a maggio». Sul legame con il forte Lusardi, il curatore specifica: «A Colico non vogliamo fare il Museo della Guerra Bianca che è giusto che rimanga in valle ma un discorso più ampio sulla Grande Guerra in Lombardia. Oggi l'obiettivo è quello di far funzionare il forte a prescindere e di realizzare un museo di valenza regionale. La piazza di Colico ? dice ancora Trotti ? non è alternativa ma complementare alla Valcamonica. Il Centro studi, se non ci fosse stata l'ospitalità a Colico, avrebbe dovuto essere a Temù. È meglio però a Colico perché ha il bacino di Milano e quindi potenzialità turistiche e culturali maggiori. Se partiamo con il piede giusto, Colico può diventare un museo nazionale». La replica del sindaco Le ragioni del sindaco di Temù sono ben diverse da quelle di Trotti: «C'è una delibera di consiglio comunale in cui sosteniamo che i reperti sono nostri. Una legge ? dice Tomasi ? prevede che sia consegnato al sindaco l'elenco dei beni, cosa che non è mai stata fatta. Con un'ordinanza è stato chiesto ma ci è stato dato solo per capitoli. Ne abbiamo preso atto e li denunceremo. Vogliamo solo catalogare i beni perché il museo non può traferire alcun reperto. Siamo contenti per Colico però è giusto che si sappia che nella nostra valle 41 Comuni, la Comunità montana ed i gruppi degli Alpini sono con noi. Siamo stati noi mercoledì a chiamare i carabinieri, già avvisati dell'ordinanza». Mario Vassena
COLICO A Temù è scoppiata la guerra del Museo della Guerra Bianca in Adamello
Il Museo della Guerra Bianca in Adamello a Colico è stato oggetto di un conflitto tra l'associazione che lo gestisce e il Comune di Temù. Il Comune ha emesso un'ordinanza per entrare nel museo e fare l'inventario dei beni, ma l'associazione ha risposto che se vuole entrare deve farlo da visitatore, negli orari di apertura e pagando il biglietto. Il sindaco di Temù, Corrado Tomasi, ha cercato di dare corso all'ordinanza con un blitz, ma i carabinieri sono stati chiamati e sono stati spinti via. L'associazione sostiene che il Comune non ha diritto di entrare nel museo e che il reperto è di proprietà dell'associazione.
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