PORTO GARIBALDI. E' passato ormai un anno da quando il sindaco di Comaccchio Cristina Cicognani ha emesso ordinanza di sospensione dei lavori relativamente alle casette in spiaggia a Porto Garibaldi. La questione non solo non si è ancora conclusa, ma deve ancora vedere una decisione nel merito da parte del giudice e la data dell'udienza potrebbe essere fissata nei prosssimi giorni. Soprattutto negli ultimi mesi si è parlato molto di un possibile accordo tra l'amministrazione comunale ed i privati proprietari dell'immobile, ma, a quanto pare, il tutto è finito con un nulla di fatto. L'avvocato nominato dal Comune, Fabio Dani - spiega il sindaco - ha incontrato l'avvocato dei privati perché fa parte comunque della procedura, ma certo non abbiamo raggiungo alcun tipo di accordo sulla questione. Sarà quindi il Tribunale amministrativo regionale di Bologna (Tar) a fissare la data della prossima udienza e quindi, per la prima volta da quando la vicenda ha auto inizio, ad entrare nel merito». Insomma, se fino ad oggi abbiamo assistito solo ad una sorta di botta e risposta sulle questioni di competenze e sospensione dei lavori, finalmente si potrebbe cominciare ad avere un'idea più precisa di quello che è accaduto. Va ricordato che i privati hanno acquistato l'area da un precedente proprietario che l'aveva già acquisita come edificabile (così è previsto nel Prg del 2002). Quindi l'allora dirigente all'Urbanistica Antonio Pini (sollevato dall'incarico a seguito di provvedimento disciplinare e che dovrebbe riprendere servizio a giorni in un altro ufficio) aveva concesso il permesso a costruire. Nel momento in cui, però, i privati hanno iniziato i lavori, su segnalazione di un esponente della minoranza, il sindaco è intervenuta bloccando il cantiere (le case si trovano a pochi metri dalla spiaggia, in zona a quanto pare protetta perché farebbe parte della stazione Centro del parco del Delta) e togliendo la fiducia all'ex assessore all'Urbanistica Giuliano Farinelli colpevole di non aver vigilato a sufficienza. Dopo un anno ancora non è chiaro da che parte sta la ragione, ecco quindi che in molti aspettano una pronuncia del Tar considerato che il dito è stato puntato sul Prg regolarmente approvato dalla Provincia di Ferrara: possibile che nessuno si sia accorto di nulla? E sarà vero, come ha sottolineato l'architetto Antonio Pini in Consiglio comunale, che almeno sessanta casi analoghi ci sono in tutto il territorio? Da ricordare anche che il primo cittadino aveva emesso ordine di demolizione, ma i privati hanno vinto il ricorso presentato davanti al Tar con cui chiedevano la sospensione dello stesso almeno finchè il giudice non fosse entrato nel merito della vicenda.