Lucca. Ad acquistare è stata una società immobiliare che ha sede a Pistoia LUCCA. Villa Mansi di Segromigno in Monte è stata venduta. L'ha acquistata nello scorso autunno la società San Michele srl di Pistoia dalle proprietarie Claudia Barsella e dalle sue figlie. Il complesso è sottoposto a vincolo e la vendita è condizionata al mancato esercizio della prelazione da parte del ministero per i beni culturali o di altri enti indicati dalla legge entro 60 giorni dalla ricezione della notifica dell'atto. La storica Villa Mansi cambia proprietario Acquistata da una società di Pistoia la splendida dimora di Segromigno L'edificio è circondato da un parco e all'interno presenta sale decorate in stile Barocco LUCCA. Villa Mansi di Segromigno in Monte è stata venduta. L'ha acquistata nello scorso autunno la società San Michele srl di Pistoia dalle proprietarie Claudia Barsella (vedova di Marino Salom, morto in un incidente aereo nel dicembre di 20 anni fa) e dalle sue figlie Rugiada e Margherita. Il complesso è sottoposto a vincolo e la vendita è condizionata al mancato esercizio della prelazione da parte del ministero per i beni culturali o di altri enti indicati dalla legge entro 60 giorni dalla ricezione della notifica dell'atto. Chi ha venduto ha avuto l'obbligo di notificare l'operazione (entro un mese dalla firma davanti al notaio) alla Soprintendenza, che a sua volta aveva due mesi di tempo per esercitare l'eventuale prelazione. Se lo Stato, insomma, non si sarà fatto avanti l'operazione si concluderà con la società di Pistoia. In caso contrario la villa potrà essere comperata dal ministero. Storia e architettura. La dimora era stata costruita nel XVI secolo dalla famiglia Benedetti e fu venduta ai Cerami nel 1599. L'antica villa era un edificio a pianta rettangolare molto semplice, con un salone centrale sul quale si affacciavano le altre stanze, mentre attorno all'edificio si stendevano terreni agricoli, orti e giardini. Dal 1634 l'architetto urbinate Muzio Oddi ristrutturò la villa e il parco in stile barocco francese su richiesta dell'abate Paolo Cenami che viveva a Parigi. L'edificio principale venne ingrandito verso valle e fu costruita una facciata monumentale, con un portico rialzato al quale si accede da due rampe di scale, sopra il quale è presente un'altana. Ai lati due ali più basse sottolineano lo slancio della parte centrale. Notevole è l'effetto cromatico tra il grigio della pietra nelle parti strutturali e l'intonaco bianco-ocra, il tutto decorato da numerose statue, stemmi e cornici. Nel 1675 la villa fu acquistata da Ottavio Mansi e nel 1742 venne decorata con la balaustra nella parte superiore della villa, con statue sul tetto. Successivamente la villa venne acquistata dalla famiglia Salom, per l'esattezza da Leo Salom. Alla morte del padre, la villa era stata eridatat dal figlio Marino. L'interno. Le sale rispecchiano il gusto barocco dei decoratori, con una ricca profusione di dorature e grottesche. Il salone centrale fu decorato dal lucchese Stefano Tofanelli, che dipinse grandi tele con soggetti mitologici. Il parco. Risale essenzialmente a due fasi: l'intervento di Filippo Juvarra nel Seicento, che eliminò il classico giardino geometrico all'italiana e le terrazze in favore di un pendio, e il periodo ottocentesco quando fu deciso di creare un parco all'inglese. Juvarra realizzò anche il pregevole sistema idrico che permetteva i giochi d'acqua, e molti effetti scenografici, oggi in larga parte perduti o stravolti: di quel periodo rococò rimane solo il Bagno di Diana e la grande peschiera. Nella parte est resta una grande vasca asimmetrica e viali a stella. La palazzina dell'orologio risale all'Ottocento ed è una tipica frivolezza in stile neogotico. Sono andati perduti gli edifici simmetrici delle limonaie e le quinte di siepi che tramite adattamenti prospettici evidenziavano la facciata della villa. Delle specie vegetali risalenti all'antico impianto seicentesco si sono conservati alcuni notevoli esemplari di querce e tassi, nonché alcuni tratti di siepi di alloro e bosso tagliate a formare "pareti vegetali" che originariamente perimetravano i giardini. Le essenze esotiche quali, l'albero del tulipano, il cedro dell'Atlante, l'abete rosso, la douglasia, introdotte nel XIX secolo, sono diventate alberi maestosi che conferiscono un sapore romantico al vasto prato erboso lievemente in declivio. Sul fianco ovest assai rilevante è la presenza di un camelieto. Un'esedra fa da sfondo alla statua della peschiera sul retro della villa. Sul fianco est una nota spiccatamente esotica è data da un vialetto di palme e da un fitto bosco di bambù che ombreggia la grotta di gusto barocco dalla quale scaturisce l'acqua che scorre in forma di ruscello costeggiando le scuderie.
TOSCANA - LUCCA - Villa Mansi cambia padrone Venduta la storica dimora che ospitava anche eventi
La villa Mansi di Segromigno in Monte, in provincia di Lucca, è stata venduta a una società immobiliare di Pistoia. La proprietà era stata acquistata nello scorso autunno dalla società San Michele srl di Pistoia, che l'aveva acquistata dalle proprietarie Claudia Barsella e dalle sue figlie. La vendita è condizionata al mancato esercizio della prelazione da parte del ministero per i beni culturali o di altri enti entro 60 giorni dalla ricezione della notifica dell'atto. La villa è sottoposta a vincolo e presenta sale decorate in stile Barocco. La storia della villa risale al XVI secolo, quando fu costruita dalla famiglia Benedetti e fu venduta ai Cerami nel 1599.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo