La storia dei costumi del Gioco è davvero originale. A volere la ripresa della manifestazione storica fu il regime fascista che nel 1935 dette incarico a Fortunato Bellonzi di disegnare un corteo per la ripresa della sfida. Bellonzi si rifece quindi al periodo fine Cinquecento ed in particolare agli abito spagnoli che erano sicuramente i più sfarzosi. Nello stesso periodo fu riorganizzato anche il calcio storico fiorentino che infatti ha qualche analogia con i costumi pisani. La grande differenza fu fatta dalle armature (commissionate al famoso armaiolo fiorentino Maurri). Per il Gioco del ponte furono prese come spunto le armature originali (quelle conservate dalla sovrintendenza) risalenti alle guarnigioni fiorentine che invasero Pisa. Armature che i Medici, una volta "fiorentinizzata" la nostra città, permisero di utilizzare e modificare per la ripresa. I costumi realizzati da Fortunato Bellonzi furono così ben realizzati che parteciparono con il Gioco alla manifestazione in occasione della visita di Hitler a Firenze. Al Giardino di Boboli il regime fascista fece sfilare la nostra rievocazione insieme al palio di Siena, alla giostra del Saracino e al calcio storico. E proprio le armature furono molto apprezzate dai gerarchi nazisti che pensarono bene di portarle via come souvenir. Ma i pisani le nascosero nell'intercapedine della cupola del Battistero respingendo così l'assalto. Come detto un ulteriore ritocco a quel nucleo originale fu fatto in occasione della partecipazione del Gioco alle olimpiadi di Roma del 1960. Sicuramente per numero e sfarzo, i costumi del Gioco compreso le armature sono i migliori tra le rievocazioni storiche italiane e quindi mondiali. (D.B.)