Dopo tanti anni di nuovo visibili reperti provenienti da mezzo mondo I reperti vengono da zone provinciali ma anche europee e tropicali. Sono rocce e fossili, riproduzioni di insetti, conchiglie di molluschi, rettili e anfibi, resti e modelli di mammiferi e preistorici. Tutto questo tornerà alla luce a giugno di quest'anno. Perché - stando a quanto dichiarato ieri dall'assessore alla cultura del Comune di Grosseto, Lucia Matergi - «stavolta è la volta buona». Il museo di storia naturale di Grosseto, prima in via Mazzini e poi trasferito in strada Corsini, è rimasto chiuso per anni. Proprio qui, in centro storico, in uno spazio espositivo di 500 metri quadrati, due piani e 8 stanze, le ricche collezioni, raccolte fin dagli anni '60 dalla Società speleologica maremmana, cercano di uscire dalla polvere. La struttura gioiello era rimasta bloccata dalle lungaggini della burocrazia, e ogni volta che il Comune annunciava la riapertura il traguardo slittava di nuovo: avrebbe dovuto aprire a novembre 2007, poi a maggio 2008, ora a giugno 2009. Il Comune, per parte sua, glissa sui dettagli di tanto ritardo, ma promette un rilancio in grande stile con spettacolari scenografie, suggestivi "diorami" (plastici) e pesci di notevoli dimensioni calati dall'alto, con percorsi didattici per le scuole. Per la Matergi, sarà una delle 3-4 strutture del genere più importanti d'Italia. Il Comune pensa anche a una rete museale che coordini la visita a questo e ad altri musei. Uno dei punti da definire resta la gestione, e capire come la struttura potrà essere presa in carico dalla Fondazione alla cultura, anche attraverso cooperative. Ma questi dettagli saranno più chiari nei prossimi mesi. (El. Gi.)