«Il triangolo culturale Genova-Milano-Torino funzionerà se i tempi di trasferimento da una città allaltra saranno possibili in unora e renderanno disponibile un pubblico di 15 milioni di persone». Philippe Daverio, ex assessore alla Cultura a Milano, storico dellarte, autore e conduttore televisivo e direttore di "Art e Dossier", traccia il cerchio di gesso. Senza questa condizione nessuna formula di sconto reciproco, tra le strutture culturali delle diverse città, può funzionare. «Mi stupii molto quando vidi ad Hannover, in Germania, un enorme investimento di risorse per la riqualificazione museale - spiega Daverio - chiesi se loperazione avrebbe funzionato. Mi guardarono come fossi un marziano: certo che sì, con unora di treno, Hannover può essere raggiunta da un bacino di otto milioni di utenti. E così è, infatti». Daverio sorride: «Cito spesso Genova che è lunica città in Italia ad aver saputo ridisegnare il proprio profilo. Però. Io ci vengo volentieri, perché adoro la guida avventurosa, ma molti vedono Genova come se fosse posta in cima a una complicatissima collina». Se il nodo dei trasporti sarà sciolto, Genova e il triangolo culturale «la versione smaltata, di quello industriale, arrugginito», ironizza Daverio, possono farcela. Ma la partita non è semplice: «E invece il tema dellaccessibilità è fondante per questo progetto - prosegue Daverio - altrimenti sarà un flop». E il direttore di "Art e Dossier" non risparmia una frecciatina agli esercenti genovesi: «Poi, bisognerebbe finalmente convincere baristi e ristoratori genovesi che la domenica si tiene aperto».