Terminati i lavori di restauro del teatro Petruzzelli, la ditta che si sta occupando degli interventi avrà al massimo due mesi di tempo per gli ultimi ritocchi. Oggi arriveranno le poltrone del loggione e nei prossimi giorni gli operai si occuperanno dei dettagli minori. La consegna ufficiale del cantiere avverrà la settimana prossima, alla presenza del direttore dei lavori, nominato dal ministero per i Beni Culturali, Enrico Bentivoglio. «Ci aspettiamo domani (oggi ndr) - spiega Bentivoglio un verbale sulla fine dei lavori. La settimana prossima verificheremo quanto affermato dallimpresa. Nel contratto è prevista comunque la concessione di qualche giorno, massimo due mesi, per piccoli ritocchi. La ricostruzione era terminata comunque già da dicembre». Ma a chi saranno consegnate le chiavi? A domandarselo sono gli stessi responsabili dei lavori, che attendono lincontro con Bentivoglio per chiudere il cantiere. «Per il momento le teniamo noi - spiegano - anche perché non sapremmo a chi darle». Il sindaco Michele Emiliano gira la domanda al ministero. «Ora mi voglio proprio divertire - spiega - una volta finiti i lavori, sono curioso di sapere chi si occuperà di questo bene, dellassicurazione. Il ministero non può trattenere indebitamente le chiavi e non può spendere altri soldi pubblici in attesa che la famiglia e la Fondazione trovino un accordo». Emiliano ribadisce la fine dei lavori nel Petruzzelli. «Il teatro era pronto fin dal 6 dicembre - conclude - ora che succederà? Sono convinto che faranno trascorrere altri giorni perché non sanno ancora cosa fare. Lunico ente preposto a custodirle è la Fondazione. Per questo chiedo che ci venga consegnato al più presto». E proprio sulla questione dellaffidamento e della gestione del teatro, lunedì scorso Ascanio Amenduni, legale rappresentante del 75 per cento dei Messeni Nemagna, proprietari del teatro, ha inviato una lettera al prefetto Carlo Schilardi, al sindaco Michele Emiliano e al ministro per i Beni culturali Sandro Bondi. La lettera è stata spedita in risposta ad un telegramma di Emiliano, nel quale il presidente della Fondazione sottolineava la disponibilità dellEnte lirico «a ricevere in consegna il teatro, in esecuzione del protocollo del 2002». «Quel telegramma - scrive Amenduni è inidoneo formalmente ed incompleto perché non risponde ai nostri quesiti: se la Fondazione è disposta a compiere tutti gli adempimenti residui previsti a suo carico nel protocollo e a sottoscrivere il contratto di concessione in uso». Amenduni chiede una risposta entro il 10 gennaio, in maniera tale da poter presentare la posizione della famiglia il 15 gennaio in occasione del tavolo tecnico a Roma. La famiglia inoltre invita la Fondazione a corrispondere il canone annuo, a stipulare la polizza assicurativa e a concedere i diritti di palco riservati.