Il piano urbanistico di Bagnoli, approvato dal consiglio comunale nel maggio 2005, ha confermato la previsione del novembre 2003 di realizzare un portocanale per 350 barche ("però a vela", è stato detto dal prof. Papa, come se anche queste non avessero i motori che usano proprio quando entrano ed escono dal porto), scavato per una profondità di circa seicento metri nel litorale di Coroglio e addossato al pontile nord. Contro la conservazione del pontile hanno presentato il 25 aprile 2005 una denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli la signora Alda Croce, presidente del Comitato per la difesa dei beni ambientali, lavvocato Gerardo Marotta, presidente dellIstituto italiano per gli studi filosofici, il giudice di Cassazione Raffaele Raimondi, presidente del Comitato giuridico di difesa ecologia, e molti altri intellettuali cittadini (tra i quali chi scrive) con la motivazione che la conservazione del pontile viola la legge n 582 del novembre 1996 sul ripristino della linea naturale di costa nonché il vincolo paesistico ministeriale dellagosto 1999. La Soprintendenza ai beni architettonici e quella ai beni archeologici hanno espresso il loro parere contrario alla realizzazione del portocanale nella seduta del 31 ottobre 2003 della commissione urbanistica comunale. E lhanno ribadito in altre successive occasioni. Inoltre è stato dimostrato in vari convegni che il portocanale di Bagnoli è destinato a insabbiarsi a causa delle correnti marine e che il costo della manutenzione per liberarlo dalla sabbia comporta costi proibitivi. Non ci fossero altre ragioni di carattere legislativo e ambientale (e ci sono) basterebbe questo fatto a convincere lamministrazione comunale a rinunciarvi. Tanto più che nel megaconvegno del 15 marzo scorso, organizzato alla Mostra dOltremare dalla Unad (Unione nazionale armatori da diporto) con la partecipazione dei direttori di tutti quotidiani cittadini moderati da Bruno Vespa, sono stati illustrati i progetti dei porti turistici a Napoli est, al Molosiglio, a via Partenope, a via Caracciolo e a Cala Badessa di Nisida. Nel dibattito che ne è seguito nessuno ha fatto cenno al portocanale di Bagnoli. Va anche detto che nella portualità turistica prevista nel Piano Territoriale Regionale, approvato il 19 settembre scorso dal consiglio regionale, non cè traccia di questo portocanale. Anche il mondo culturale cittadino e nazionale, le associazione ambientaliste e gli intellettuali di palazzo Marigliano hanno continuamente espresso la loro avversione alla presenza di un porto turistico a Bagnoli perché impedirebbe il recupero della balneazione sul litorale di Coroglio. In questo contesto di proteste e di incertezze è apparsa oggettivamente priva di senso la decisione di convocare la Conferenza dei servizi (Comune, Autorità portuale, Bagnoli Futura e Direzione regionale per i Beni ambientali e paesaggistici) per scegliere uno dei tre progetti presentati da operatori privati. Andata deserta più volte la Conferenza ha chiuso i suoi lavori nel mese di novembre 2007 e il 21 dicembre la Direzione regionale ha trasmesso al Ministero dei beni culturali lintera pratica, con il proprio motivato parere negativo. Il ministro Francesco Rutelli ha ritenuto di dover chiedere il parere del Consiglio Superiore dei beni paesaggistici. Che, nellarco di oltre un anno, non ha trovato il tempo di darlo. Nel maggio scorso è subentrato un nuovo ministro che, sorprendentemente, ha confermato la decisione del suo predecessore. Talchè il perdurante e inesplicabile silenzio del Ministero giustifica la preoccupazione di quanti (ed io tra questi) temono il prevalere degli interessi economici e politici che ruotano attorno alla realizzazione di un porto turistico a Bagnoli. Cè un solo modo per fugare questi timori. La pronta decisione del ministro Sandro Bondi di bocciare la previsione del portocanale, senza aspettare il non necessario parere del Consiglio Superiore.
NAPOLI - Un silenzio preoccupante
Il piano urbanistico di Bagnoli, approvato nel 2005, prevede la realizzazione di un portocanale per 350 barche. La Soprintendenza ai beni architettonici e quella ai beni archeologici hanno espresso il proprio parere contrario alla realizzazione del portocanale. Inoltre, è stato dimostrato che il portocanale è destinato a insabbiarsi a causa delle correnti marine e che il costo della manutenzione è proibitivo. La Comunità di Bagnoli Futura e l'Associazione ambientaliste hanno espresso la loro avversione alla presenza di un porto turistico a Bagnoli. La Conferenza dei servizi ha chiuso i suoi lavori nel 2007 senza trovare una soluzione.
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