Il carteggio intercorso fra i due enti non sembra ancora in grado di dirimere i dubbi del Comune, che aspetta il via libera ufficiale da parte della sovrintendenza regionale ai beni architettonici. Il nuovo progetto del Man rischia seriamente di diventare un caso politico-amministrativo di sapore kafkiano, dove tutti hanno ragione e, allo stesso tempo, torto. In una polemica in cui i cittadini sono stati ridotti al rango di impotenti spettatori, appare difficile separare gli interessi per così dire culturali da quelli più strettamente legali, anche perché le parti in causa (nel caso in questione Comune e Provincia) sembrano aver alzato una cortina fumogena fatta di annunci e di proclami, di accuse roventi e di repliche altrettanto vibrate. LA DIFFIDA Un esempio classico di questa logorante guerra dei nervi che va avanti da ormai circa un anno, è di appena tre giorni fa: la direzione del Man annuncia di aver fatto inviare dal proprio legale, l'avvocato Sebastiana Buffoni, una diffida al dirigente dell'ufficio urbanistica del Comune ingegner Tiziana Mossone, perché mandi immediatamente al Consiglio comunale per il voto la richiesta di variante al piano particolareggiato necessaria a mandare avanti il progetto per la nuova sede del Man. I giornali hanno dato ampio spazio all'iniziativa ma, ad ieri sera, nessuna diffida era giunta agli uffici comunali: «Ho verificato personalmente - ha detto l'assessore all'urbanistica Paolo Cottu - e non è giunta alcuna corrispondenza in merito a questa questione. Se comunque devo stare a quanto scrivono i giornali, non posso che rilevare il fatto che purtroppo, ancora una volta, ci troviamo di fronte all'interlocutore sbagliato». LA POLEMICA Il riferimento dell'assessore Cottu è palese: «Lo ripeto per l'ennesima volta - dice - la richiesta di variante al progetto è stata presentata dalla Provincia, quindi dovrebbe essere lo stesso ente, e non il Man, a presentarci una eventuale diffida. È una questione che si trascina irrisolta ormai da molto tempo. Tanto per fare un esempio, la sovrintendenza regionale ai beni e le attività culturali, il 30 luglio dello scorso anno, ci ha comunicato la sospensione del progetto del nuovo Man senza mai renderci nota la eventuale revoca del provvedimento. La direzione del Man, ripeto, senza averne titolo alcuno, ci ha fatto avere copia di un carteggio con il ministero dei beni culturali di cui però il Comune, in assenza di comunicazioni ufficiali, non può tenere conto». LA REPLICA «Eravamo convinti che in questa vicenda il dialogo facesse tornare i termini della questione nei binari della politica - dice invece il presidente del Man Tonino Rocca - ma devo prendere atto del fatto che le difficoltà sono ancora tante, nonostante il fatto che di recente due autorevoli rappresentanti istituzionali della città come i deputati Antonello Soro e Bruno Murgia si siano dichiarati favorevoli all'approvazione del progetto. La questione della sospensiva è stata ampiamente chiarita dal direttore generale del ministero competente, francamente non riesco a capire perché il Comune si ostini a tenere questa posizione che, in fin dei conti, non fa altro che danneggiare gli interessi della città». LA CONTROVERSIA Appare utile ricordare che la controversia riguarda il nuovo assetto della facciata di casa Deriu, che dovrà diventare l'ingresso principale del nuovo Man. Infatti rispetto al prospetto attuale scomparirebbero le finestre (anche se un'antico poggiolo in granito e ferro battuto è riemerso qualche giorno fa dalla staccionata di protezione del cantiere) mentre a livello della piazza Sebastiano Satta verrebbe realizzata un'apertura grande quanto la stessa facciata. Una modifica esteticamente rilevante per la piazza che Costantino Nivola, che la realizzò nel 1967, avrebbe voluto cristallizzata nella forma di allora. Ma in questa polemica l'opinione del grande artista oranese è rimasta del tutto in secondo piano, se si fa eccezione per la debole voce dei dirigenti della fondazione a lui dedicata e di migliaia di cittadini che a suo tempo hanno firmato una petizione per chiedere che, pur senza bloccare l'ampliamento del museo Man, le cose in piazza Satta rimangano come il suo autore le aveva immaginate.
SARDEGNA - Piazza Satta, il caso diventa politico
Il Comune di Cagliari aspetta il via libera ufficiale dalla sovrintendenza regionale ai beni architettonici per procedere con il progetto del nuovo Museo Nazionale di Archeologia (Man). Il progetto, che prevede la realizzazione di una nuova sede del museo, è stato oggetto di una controversia con la Provincia, che ha presentato una richiesta di variante al piano particolareggiato. La direzione del Man ha risposto con una diffida al dirigente dell'ufficio urbanistica del Comune, ma l'assessore all'urbanistica Paolo Cottu ha affermato che la richiesta di variante è stata presentata dalla Provincia e quindi dovrebbe essere lo stesso ente a presentarla.
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