(V. Fa.) L'aspetto architettonico e paesaggistico di Erba ha le sue luci e le sue ombre. Come è noto dai dati storici Erba si è formata dall'aggregazione di diversi piccoli comuni che hanno sempre stentato a sentirsi parte integrante di un'unica città. Rimane quindi ancora il retaggio di questo frazionamento. È molto sentita l'identità di appartenenza nei quartieri, un po' a discapito di un disegno urbanistico più unitario. Lo stratificarsi dell'edilizia industriale e dello sviluppo residenziale hanno poi complicato ulteriormente un tessuto urbano già così poco omogeneo. Tuttavia a Erba esistono testimonianze di una memoria storica, architettonica e artistica di grande valore. Anche qui ritorna la varietà nelle tipologie urbanistiche. Si va dalla monumentalità del mausoleo ai Caduti, al prezioso borgo di Incino. Dalle dimore storiche come Villa Amalia o Villa Majnoni, alle aree industriali che preservano alcuni ?dinosauri? della tecnologia, come l'ex palazzina dell'Enel o il Molino Mottana. La Soprintendenza ai beni artistici ha fatto diversi sopralluoghi a Erba. È stata anche contattata dall'amministrazione del sindaco Tili per verificare le condizioni generali dei monumenti, dei parchi e degli edifici in città. L'ente si è occupato anche di Villa Nava quando, mesi fa sembrava che il comune potesse concludere la sua vendita. La Soprintendenza aveva il ruolo di vigilare sull'intervento ad un immobile di alta rilevanza artistica. «A Erba ? ha detto Alberto Artioli, responsabile della Soprintendenza per le province di Milano e Como ? c'è una situazione variegata. Conosco bene le realtà delle ville di grande pregio come Villa Amalia, ma anche ville appartenenti a privati, come villa Clerici, o villa Piscicelli. Sono esempi di residenze ben tenute di cui i proprietari si occupano con una buona manutenzione. Questo anche perché si tratta di edifici sottoposti al vincolo artistico, uno strumento che garantisce un buon controllo da parte nostra. Esiste poi un'architettura minore non sottoposta a vincolo, di cui anche il tessuto urbano di Erba è ricco. Questi edifici meritano un'attenzione particolare, anche se purtroppo abbiamo meno strumenti per intervenire». Si tratta soprattutto di palazzine risalenti ai primi del Novecento o gli anni '50. Un esempio la sede dei vigili che l'amministrazione Tili ha scelto di conservare. «Le regole in questo caso devono essere fatte rispettare dalle amministrazioni attraverso il regolamento urbanistico e l'applicazione di un buon piano di governo del territorio. Non sempre però i comuni sono attenti e non impongono ai privati tutte le regole. Nel caso di Erba mi sembra che l'amministrazione stia facendo un buon lavoro con i progetti sulla riqualificazione di parco Majnoni e del complesso di Sant'Eufemia».