FRENATA SULLA RIAPERTURA DEI CANTIERI «Nessuna decisione sarà presa per i lavori della metropolitana se non dopo il completamento degli scavi». Così la reggente alla Soprintendenza ai beni archeologici di Napoli Valeria Sampaolo nel corso di un incontro alla facoltà di Architettura fotografa la situazione dei cantieri del metrò di Piazza Nicola Amore e piazza Municipio alla luce dei nuovi ritrovamenti archeologici. Significa che se gli archeologi non termineranno il loro lavoro non si potrà procedere per gli scavi del metrò. La Sampaolo annunciata «tempi non rapidi» anche per lo scavo della barca di epoca romana rinvenuta in piazza Municipio. Anche la Soprintendenza, con Valeria Sampaolo, fa sentire la sua voce a proposito dei nuovi ritrovamenti archeologici nei cantieri del metrò di piazza Nicola Amore e piazza Municipio. E quello che emerge, è il caso di dire, è che se non si ultimeranno i lavori di recupero per i reperti non si potrà prendere alcuna decisione sul futuro delle due stazioni, né sui tempi di loro ultimazione. Se non è la conferma di uno stop dei cantieri c'è almeno la certezza di un rallentamento. C'è l'ammissione che i ritrovamenti sono straordinari, ma hanno provocato problemi: «E questo nella consapevolezza che senza la tecnologia messa a disposizione questi reperti non sarebbero mai emersi». Tempi lunghi tanto che da piazza Municipio, malgrado la speranza di Palazzo San Giacomo sia ancora forte in questa direzione, difficilmente si tireranno fuori le imbarcazioni entro l'estate per esporle alla vista dei turisti e dei napoletani. Affermazioni, quelle della Sampaolo, fatte nel corso di un incontro alla facoltà di Architettura su «Neapolis e i reperti ritrovati in piazza Nicola Amore e in piazza Municipio», al quale ha partecipato anche Daniela Giampaola funzionario responsabile dei due cantieri. Con lei una folla di appassionati e specialisti come il preside di Architettura Benedetto Gravagnuolo, l'architetto Aldo Loris Rossi, la docente Teresa Colletta membro della Consulta della cultura e il soprintendente regionale Stefano De Caro. «In piazza Municipio - spiega la soprintendente - bisogna risolvere il problema della questione dei tempi per il recupero delle barche, una, due, tre o quante saranno, e la prosecuzione dei lavori per la metropolitana. Mettendo a punto i metodi di recupero delle barche. Su questo punto vogliamo utilizzare l'esperienza dei colleghi della soprintendenza di Firenze. E vogliamo esporre le barche in un museo, certamente non in un deposito. Ma il recupero delle barche non sarà rapido». Poi la soprintendente passa al cantiere di piazza Nicola Amore, anche qui molti i nodi da sciogliere: «Più complessa è la vicenda di questo cantiere dove ci sono strutture immobili come i pavimenti. Comunque, nessuna decisione sarà presa per i lavori della metropolitana se non dopo il completamento degli scavi». Vale a dire, che se gli archeologi non finiranno il loro lavoro, e in piazza Nicola Amore la stratificazione storica è «complessa», gli scavi del metrò non potranno andare avanti. «La nostra indicazione su piazza Nicola Amore - prosegue la Sampaolo - è questa: far emergere i reperti, smontarli, per rimontarli in sito dopo la conclusione dei lavori per la stazione». Situazione difficile (il pericolo è la perdita di posti di lavoro) sulla quale molto probabilmente sarà chiamato a esprimersi anche il governo visto che amministrazione e soprintendenza hanno esigenze diverse oltre che punti di vista differenti. Sulla questione interviene anche il direttore tecnico della metropolitana Gianfranco Pomicino che così replica alla Sampaolo: «Gli scavi che stiamo facendo sono quelli della metropolitana, in cui sono previsti, ed erano previsti, anche quelli archeologici. Per ora le due cose coincidono. Per il futuro vedremo».