UNOCCHIATA alle presenze annue: un milione e mezzo di visitatori gli Uffizi, contro i 4 milioni dei Musei Vaticani e gli 8 milioni e mezzo del Louvre. Dati noti, diffusi dal ministero. Inevitabile una parentesi sul tema calo: meno 3,8 la percentuale patita dalla prima Galleria fiòrentina, secondo i dati. Ma non sarebbe questo il numero esatto. «Nel mese di dicembre 2008, nonostante la grande affluenza registrata nellultima settima, dal controllo, sui dati di Roma è emerso che la percentuale negativa è salita all8», denuncia Learco Nencetti, segretario regionale del sindacato Confsal Unsa. Oltre ai termosifoni degli Uffizi in tilt tornati in funzione laltro pomeriggio alle 16 - ecco questioni serie, in grado di far battere i denti a quanti amministrano il patrimonio artistico della città. E parrebbe inutile il tentativo di guidare le scelte di quanti ne godono... Non è piaciuto più di tanto ai vacanzieri in città per il ponte dellEpifania, ad esempio, il consiglio della soprintendente per il Polo museale fiorentino, Cristina Acidini: Beato Angelico a San Marco e Donatello al Bargello lunedì 5 gennaio, giorno in cui i musei statali sono rimasti chiusi, hanno richiamato complessivamente un migliaio di persone. I 29mila ingressi registrati dal 26 al 31 dicembre agli Uffizi testimoniano invece che, nonostante inviti e consigli, i visitatori hanno le idee precise su cosa intendano vedere. «Il numero dei visitatori degli Uffizi ha toccato la cifra record di 7mila martedì 30 dicembre - riprende Nencetti - ; il giorno seguente le cose stavano andando altrettanto bene, senonché è stato deciso di chiudere la Galleria con unora di anticipo: molta gente è rimasta inutilmente in coda, scoprendo solo allultimo momento che la biglietteria chiudeva alle 17 (comera accaduto anche il 24 dicembre). Bene anche allAccademia, dove gli ingressi registrato fra il 26 e il 31 dicembre sono stati 19mila». A piangere, sempre secondo il portavoce sindacale, sarebbero invece Bargello, Cappelle Medicee (con un inquietante-29) e perfino Boboli: «Dieci euro di biglietto dingresso più 3 di prenotazione per i non residenti ai 29mila ingressi tra 26 e 31 dicembre Bene lAccademia, male Bargello e Boboli (laccesso al Giardino per i residenti del Comune di Firenze è libero, è però necessario esibire un documento didentità allingresso, ndr.) cominciano a essere troppi, anche se consente lingresso al Museo degli Argenti, al Museo delle Porcellane, alla Galleria del Costume e al Giardino Bardini», conclude Nencetti. Come risolvere la situazione? E stata la stessa soprintendente Cristina Acídíni a indicare la strada, rispondendo alle proteste di un lettore: «Il primo modo è chiudere i musei meno visitati per spostare il personale ad aprire i più frequentati - le sue parole - : è una scelta culturalmente penalizzante, che diminuisce la varietà e la ricchezza dellofferta museale di Firenze. E dolorosa e per questo la stiamo rinviando». «Il secondo - prosegue la ricetta della soprintendente - è introdurre personale esterno su base temporanea. Le leggi lo consentono, ma su questa ipotesi non è stato ancora raggiunto un accordo sindacale, né nazionale né locale. Procedere in modo unilaterale, da parte nostra, inasprirebbe le relazioni andando infine a svantaggio dellutenza stessa. Personalmente preferirei questa seconda ipotesi, anche per dare opportunità a giovani qualificati che hanno diritto a inserirsi nel mercato del lavoro».