NUORO. Per il museo Man è l'ora delle carte bollate. Il consiglio d'amministrazione della prestigiosa istituzione culturale, che appartiene alla Provincia di Nuoro, si è rivolto a un avvocato che ieri ha fatto notificare al Comune una diffida perentoria. Il suo contenuto si può riassumere in poche parole: portate in consiglio comunale la variante per la facciata di casa Deriu altrimenti vi chiederemo i danni. La svolta non è inattesa ma è comunque clamorosa. La politica non riesce a trovare una soluzione al caso dell'ormai famosa facciata che guarda su piazza Satta, opera di Costantino Nivola. Tra Provincia e Comune c'è incomunicabilità. Così la polemica estetica sull'ingresso proposto dal Man per casa Deriu è diventata prima politica, poi istituzionale e adesso legale. Casa Deriu è stata ristrutturata con l'investimento di 2,5 milioni di euro. È destinata all'ampliamento del Museo d'arte della Provincia di Nuoro, che ai primi di febbraio compirà i dieci di vita. I lavori interni sono stati ultimati nelle scorse settimane. Le facciate che danno su piazza Satta e via Angioi sono state invece rivestite con pareti di tavole. Un'opera temporanea che ha anche il sapore della protesta silenziosa, anche se a questo proposito il presidente del Man, Tonino Rocca, ha evitato la polemica diretta parlando di funzione protettiva. La facciata è l'oggetto principale della variante al progetto di ristrutturazione. La relativa querelle si trascina dalla scorsa estate. Ad alcuni non piace che l'attuale prospetto di casa Deriu sulla piazza di Nivola venga sostituito con uno moderno che prevede una grande apertura per l'ingresso. Il Man, la Provincia e altre voci hanno difeso il progetto negando che stravolga la piazza di Nivola. Sta di fatto che la variante per Casa Deriu, il 1 agosto scorso, è stata sospesa dalla Soprintendenza regionale per i beni architettonici e paesaggistici della Sardegna. È il punto che da mesi oppone il Man e l'amministrazione comunale. Il settore urbanistica del Comune a dicembre ha risposto picche all'ennesima richiesta del Man di portare la variante all'esame del consiglio comunale. Motivazione: il progetto è sospeso. Lo stesso argomento è stato usato dall'assessore all'urbanistica Paolo Cottu nel batti e ribatti sugli organi di informazione. Proprio da qui, spiega il presidente del Man, è scaturita la decisione di rivolgersi a un avvocato e avviare il procedimento legale che, sottolinea, «era stato suggerito informalmente dallo stesso ministero dei Beni culturali che in varie occasioni ha chiarito di non avere procedimenti in corso rispetto a Casa Deriu». È l'avvocato Sebastiana Buffoni a spiegare nella diffida al Comune che il provvedimento di sospensione è decaduto automaticamente, visto che nei trenta giorni seguenti la Soprintendenza non ha avviato i procedimenti previsti dalla legge. Dunque, il diniego del Comune sarebbe immotivato. «Abbiamo atteso tanto tempo una soluzione politico-amministrativa - chiarisce Rocca -, ora il Comune ci dice che deve rispettare la legge: la nostra richiesta sarebbe dunque illegittima. Non è così: la sospensione è decaduta dal 30 agosto. Per questo, il 16 dicembre il consiglio d'amministrazione all'unanimità ha deciso di adire le vie legali. Per noi è un obbligo: sono stati investiti molti soldi pubblici che non sono ancora fruibili dai cittadini e non vogliamo incorrere in un giudizio della Corte dei conti. Chiediamo che il progetto venga sottoposto al consiglio comunale, che ovviamente ha la piena libertà e autonomia per decidere se approvarlo o no». Il passo successivo sarà la richiesta di danni. Al Comune la risposta.
SARDEGNA - Il Man diffida il Comune: Chiederemo i danni
Il Museo Man di Nuoro ha notificato al Comune una diffida perentoria per la variante al progetto di ristrutturazione di casa Deriu, che prevede una grande apertura per l'ingresso. La variante è stata sospesa dalla Soprintendenza regionale per i beni architettonici e paesaggistici della Sardegna il 1 agosto scorso. Il Museo ha rivolto un avvocato che ha fatto notificare al Comune la diffida. Il presidente del Man, Tonino Rocca, sostiene che la sospensione è decaduta e che il Comune deve rispettare la legge.
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