Lultimo libro di Rendina: la storia sotto il segno di sacro e profano Un mosaico di grande interesse non solo per chi ama Roma ma soprattutto per chi ama la Storia Qualche papa Dante lha spedito allinferno. Altri sono stati bersaglio della scanzonata ma implacabile ironia dei sudditi romani. Dalle prime pasquinate ai sonetti del Belli, fino alla satira dei giorni nostri. Specie in certi tempi, il pontefice in carica aveva parecchi peccati da farsi perdonare. Del resto, era il papa re. Come papa, magari, qualche volta riusciva a seguire i dettami della fede o della sua coscienza. Ma come re, invece, doveva molto spesso dare ascolto a cardinali, principi e imperatori e seguire più i richiami della necessità politica che quelli della misericordia, della carità e della pace in Nostro Signore Gesù Cristo. Per non parlare, poi, dei peccati di gola. Basta ricordare qui alcuni versi del Belli, datati 1836 e intitolati, appunto, "La cucina del papa". Eccoli: Co la cosa cher coco mè compare -, mha vorzuto fa véde stammatina - la cucina santissima. Cucina? - Che cucina! Hai da dì porto de mare! Pile, marmitte, padelle, callare, - cosciotti de vitella e de vaccina, - polli, ova, latte, pesce, erbe, porcina, - caccia, e ïgni sorte de vivanne rare. Dico: «Eh, scusate, povero fijolo! - Ma cià a pranzo co lui quarcheminenza? No, dice, er papa magna sempre solo». Così, passati i Cesari, secoli di storia romana sono stati segnati da questo spesso diabolico connubio tra sacro e profano. Giulio II amava più la spada che la croce? Verissimo, ma è stato anche colui che ha fatto esplodere il genio di Michelangelo e Raffaello. Papa Alessandro VI Borgia era un nepotista e un simoniaco? Verissimo, ma è stato anche il papa felicemente regnante nel momento in cui Colombo, per conto dei sovrani di Spagna ma anche in nome di Santa Romana Chiesa, andava a scoprire ed evangelizzare lAmerica. Papa Sisto V era quello che «nun perdona manco a Cristo»? Verissimo, ma è stato anche il papa di quella rivoluzione urbanistica che può essere considerata linizio della Roma moderna. La verità è che i papi, come (quasi) tutti i potenti di ieri e di oggi, hanno vissuto e vivono una vita fatta di luci e di ombre, stretti nella morsa delle contraddizioni del proprio tempo e degli avvenimenti che li incalzavano e li incalzano. Non solo nellantichità di sangue e di martirio, nel buio Medioevo, nello splendente Rinascimento, ma anche nel dopo Porta Pia e nellattuale era globale. Ecco, Claudio Rendina, da quel curioso cronista-studioso che è, ha voluto indagare tra vizi e virtù, presunti o reali, dei successori di Pietro. Offrendoci alla fine un mosaico di grandissimo interesse. Non solo per chi ama Roma, ma per chi ama la Storia.
ROMA - Segreti, vizi e virtù dei successori di Pietro
Il libro di Rendina esplora la storia dei papi attraverso i secoli, analizzando il loro rapporto con il sacro e il profano. Il testo descrive come i papi abbiano vissuto una vita complessa, caratterizzata da contraddizioni e contrapposizioni tra fede e potere, virtù e vizi. Rendina esamina i papi del passato, come Giulio II, Alessandro VI Borgia e Sisto V, e mostra come essi abbiano vissuto momenti di grande genialità e di grande peccato. Il libro offre un mosaico di grande interesse per chi ama la storia e Roma, e cerca di offrire una visione equilibrata e oggettiva dei papi e della loro epoca.
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