Il parco di Villa Olmo illuminato da centinaia di piccole fiaccole. La facciata trasformata in uno schermo. L'interno completamente trasformato. È apparsa così, ieri sera, Villa Olmo, per l'inaugurazione della mostra dedicata all'artista spagnolo Joan Mirò. Un gioiello rimesso a nuovo e gustato in anteprima da una lista di cinquecento selezionatissimi invitati, tra cui il ministro ai beni culturali Giuliano Urbani, il collega all'innovazione tecnologica Lucio Stanca e il presidente della Regione Roberto Formigoni. Da oggi la Villa e l'arte spalancano le porte a tutti per un viaggio in una serie di emozioni e dì significati nascosti. Un avvio in grande stile e con un tocco di raffinatezza per il primo grande evento della città, II primo giro tra le sale della mostra, che si snoda in un percorso di 125 opere, ha dato solo un assaggio di quello che Villa Olmo diventerà nei prossimi tre mesi. Sarà il cuore della città che accoglierà turisti e visitatori in una veste insolita e per certi versi sconosciuta agli stessi comaschi. Una mostra particolare in una cornice da favola che appare in tutto il suo splendore. Un avvio, però, che non ha potuto e voluto dimenticare i morti nell'attentato di Madrid. Il pensiero e il ponte ideale con la Spagna si è trasformato in un minuto di silenzio. I tragici fatti di due giorni fa sono stati ricordati in tutti gli interventi e l'inaugurazione della mostra si è trasformata in un modo per:guardare avanti, al futuro e alla libertà che caratterizzano l'opera mironiana. Un'opera fatta di colori vivaci e sgargianti, un' opera in cui trionfa spesso il nero, visto non come buio o morte, ma come spazio da riempire e da vivere. Ieri sera alle 18 tutto era pronto come per magia, dopo le ultime corse, gli ultimi dettagli da sistemare, le -ultime didascalie da attaccare e le ultime notti passate tra chiodi, metri e casse di legno. Ieri era sparito tutto: sono rimasti soltanto quadri, sculture, arazzi, ceramiche. È rimasto Mirò e il suo mondo di personaggi immaginari, forme e colori. È rimasto un artista che, come ha detto suo nipote Joan Punyet Mirò, «non è solo mio nonno, ma anche un po' il vostro. Il Mirò uomo lottava per la democrazia, la libertà di espressione, di parola e dell'arte e per un mondo di pace». Al taglio del nastro il presidente della Regione Roberto Formigoni ha invitato i comaschi «ad essere consapevoli di se stessi e delle proprie potenzialità» e ha ricordato il contesto straordinario in cui si trova la mostra. Il sindaco Stefano Bruni ha precisato, nel presentare l'avvenimento: «È la prima volta nella storia di questa città che viene inaugurato un evento di questa portata che travalica gli stessi confini nazionali. Oggi Como si avvia lungo un cammino nuovo per scoprire una vocazione al turismo legato alla cultura e alla bellezza del suo paesaggio. Paradossalmente amministratori di centro destra, interpreti di una cultura liberista, con la mostra di Mirò e il grande sforzo organizzativo messo in campo, hanno fatto da lepre per il mondo economico lariano in crisi di identità e alla ricerca proprio dì nuovi sbocchi. La nostra parte è stata fatta, adesso ci aspettiamo la risposta di tutta la comunità comasca, dalla semplice massaia fino all'impresa più importante». Insomma, Palazzo Cernezzi punta a replicare e vuole ora sondare la risposta della gente al primo grande avvenimento culturale e artistico della città. Un avvenimento costato mesi di lavoro che, come ha ricordato l'assessore alla cultura Sergio Caddi, «si è snodato lungo un anno e mezzo di dietro le quinte, fatte di incontri, sopralluoghi o riunioni, ma che ha portato a un evento storico», E nell'ultima settimana chi si trovava a passare da Villa Olmo si è imbattuto in un vero e proprio cantiere a cielo aperto; operai addetti al montaggio della tensostruttura esterna da 400 metri quadrati che ospiterà anche spettacoli teatrali, responsabili della sicurezza pronti a controllare ogni singolo movimento e ogni ingresso, allestitori e curatori intenti all'apertura delle casse, al controllo dei pezzi e al posizionamento. Insomma, un'enorme macchina composta da centinaia di persone che hanno passato notti a correre contro il tempo per arrivare ad alzare il sipario sulla sorpresa che, da ieri, è stata offerta ai comaschi, Una sorpresa che proseguirà, giorno dopo giorno, opera dopo opera, segno dopo segno, fino al » giugno.