Quello che di diverso ci sarà, rispetto al progetto dell'architetto Poggi, sono i sei cedri del Libano a «spezzare» la piazza ovale. Il progetto iniziale prevedeva di toglierli, e reimpiantarli, ma alla fine ha prevalso l'ambientalismo, anche come conseguenza del conto troppo salato dell'operazione. Per il resto piazza Vittorio Veneto, paradossalmente grazie alla tramvia, tornerà ad essere quella disegnata nel 1865. TUTTO PEDONALE - Niente più macchine parcheggiate e niente più chioschi disordinati dentro la piazza: tutto sarà rigorosamente pedonale. Quando accadrà tutto questo? Per ora c'è il progetto definitivo, ma non è ancora previsto nessun finanziamento. Il tempo però incalza, dato che la linea uno dovrebbe chiudere i cantieri in primavera ed entrare in servizio in estate. Obiettivo della riqualificazione, tornare al progetto di Firenze capitale d'Italia, progetto mai realizzato che 150 anni dopo forse vedrà la luce. IL PROGETTO DI POGGI - Piazza Vittorio Veneto fu progettata dal Giuseppe Poggi per essere il grande ingresso dalla città nel parco delle Cascine. Dalla fine dell'Ottocento ad oggi si è completamente trasformata. Le macchine hanno cominciato a invadere lo spazio ovale nascondendone la forma. Poi negli anni '70 sono arrivati i locali da ballo e i chioschi, facendo quasi dimenticare il valore dello storico progetto. A riportare tutto come un tempo sarà la tramvia. «Quando ci trovammo con la soprintendenza a discutere la costruzione del ponte racconta il progettista, l'ingegner Andrea Bacci, dirigente Ataf e il passaggio della linea 1 dentro il parco vincolato, ci chiese di riqualificare tutta l'area. E così cominciammo a definire il progetto. Era il 2001 quando fu realizzato il sottopasso verso Ponte alla Vittoria e le persone si chiedevano perché facesse la strada curvasse invece di andare dritta: era funzionale a questo progetto, alla ricostruzione dell'ovale pensato dal Poggi. La scelta della pietra bugnata per le pareti del sottopasso doveva dare l'idea di attraversare il parco». Anche il percorso a «S» della tramvia, che costeggia la piazza «è stato previsto con lo stesso fine, nonostante allora abbia fatto tanto scandalo». Nella piazza saranno curati tutti i dettagli: dalle siepi alle panchine in pietra, dagli alberi ai lampioni storici. I chioschi saranno spostati (e per così dire camuffati) in un'area vicino all'Arno: «Saranno tutti uguali, con banchi in legno per rispettare l'ambiente». Il pavimento sarà fatto con la ghiaia, come anche il viale degli Olmi dove passerà la tramvia e dove le barriere del cantiere da anni bloccano l'accesso alle auto. SEI CEDRI DEL LIBANO - I sei grandi cedri del Libano, due dei quali in mezzo alla piazza e gli altri lungo il raccordo con Corso Italia, sono arrivati nella piazza negli anni '50: «Inizialmente abbiamo pensato di toglierli e ripiantarli accanto al verde previsto spiega Bacci ma il costo era alto e la possibilità di vita di una pianta di quelle dimensioni era bassa, così abbiamo preferito per il momento mantenerli nella lora attuale posizione». Altra zona che sarà riqualificata è quella degli argini dell'Arno. Sotto il pilone del ponte della tramvia, sulla riva sinistra ricomparirà il vecchio Porto Mediceo (tornato alla luce con i lavori per la tramvia e spostato di pochi metri con il consenso della sovrintendenza, con costi a carico del Comune dal momento che nella gara non erano previsti nel bando eventuali costi per tutelare reperti), e sotto l'altra due attracchi per le barche. Tutti gli argini saranno poi allargati e sul lato Cascine saranno realizzate piazzole di pesca con accesso per i portatori di handicap. «Ora deve concludersi la conferenza di servizi conclude Bacci poi il progetto sarà approvato dal Comune e partirà la ricerca di finanziamento». Per ora, in attesa della caccia ai soldi che dovrà essere necessariamente veloce, il vecchio disegno di Poggi e la nuova piazza Vittorio Veneto si immaginano solo al computer.
FIRENZE - La porta delle Cascine torna all'antico
La piazza Vittorio Veneto a Firenze sarà riqualificata con un progetto che prevede di togliere le macchine e i chioschi, e di renderla pedonale. Il progetto è stato realizzato dall'ingegnere Andrea Bacci e prevede di mantenere i sei cedri del Libano nella piazza. La piazza sarà curata con dettagli come le siepi, le panchine in pietra e gli alberi. I chioschi saranno spostati in un'area vicino all'Arno e i pavimenti saranno fatti con la ghiaia. La zona degli argini dell'Arno sarà anche riqualificata con la realizzazione di piazzole di pesca e l'allargamento degli argini.
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