Il caso Santa Maria di Colonna sarà sede dell'esposizione di reperti Nel piano triennale 250mila euro per allestire le sale Niente beauty farm nel monastero di Santa Maria di Colonna a Trani, come avrebbe voluto l'assessore al Turismo Tony D'Ambrosio. Non solo il sindaco Giuseppe Tarantini ha chiarito che per lui «il monastero deve essere un contenitore culturale», ma a sancirlo c'è anche il nuovo piano triennale delle opere pubbliche che definisce la destinazione che avrà (almeno in parte) la struttura: museo archeologico. L'allestimento del museo, per un importo complessivo di 250mila euro (di cui 37mila attraverso un mutuo del Comune, il resto dal Pis normanno svevo-angioino e dal Cipe), avverrà nell'ala Nord del monastero di Santa Maria di Colonna, nel cui complesso sono stati trovati a partire dalla fine degli anni Sessanta numerosi reperti che testimoniano di una presenza ininterrotta di insediamenti a partire dall'età del Bronzo e fino all'VIII secolo avanti Cristo. Reperti che giacciono da anni nei depositi della Soprintendenza ai Beni archeologici di Taranto, in attesa di restauro e collocazione in una sede adeguata. La sede è stata individuata già dal 1998 nell'ala Nord del monastero, che è stata adeguata per ospitare i reperti già a fine 2000. Ma solo nel 2007 sono stati stanziati i fondi regionali necessari per restaurare i reperti e creare gli allestimenti espositivi. I primi reperti archeologici furono individuati tra il muro esterno settentrionale del monastero e la riva del mare nel 1968; poi furono eseguiti altri scavi nel 1980 sul lato occidentale del monastero; e infine nel 1984 quando all'interno della chiesa annessa al monastero. Sono state individuate tre fasi storiche: la prima si riferisce a un insediamento di capanne con presenza di ceramiche che testimoniano l'esistenza di contatti e traffici con la Grecia continentale e con le isole dello Jonio; l'insediamento successivo risale alla prima età del Ferro, con tracce di capanne; la terza fase, infine, si riferisce ad un insediamento protodaunio, caratterizzato da capanne segnate da solchi continui e profondi nel tufo, probabilmente destinati all'inserimento delle pareti delle abitazioni. Il progetto del museo archeologico dovrebbe dunque vedere già quest'anno la realizzazione, dopo anni di attesa. Anche se sulla struttura ci sono rivendicazioni da parte della Curia per fini di culto, essendo il monastero annesso all'omonima Chiesa di Santa Maria di Colonna. C. Car.
TRANI Museo del bronzo nel monastero
Il monastero di Santa Maria di Colonna a Trani sarà sede di un museo archeologico. Il piano triennale prevede un investimento di 250mila euro per allestire le sale. I reperti archeologici sono stati trovati a partire dalla fine degli anni Sessanta e sono stati restaurati e preparati per l'esposizione. Il museo dovrebbe essere inaugurato quest'anno. Il monastero è stato scelto come sede a causa della sua posizione strategica e della presenza di reperti archeologici significativi. La struttura è stata già utilizzata per esporre i reperti archeologici, ma solo nel 2007 sono stati stanziati i fondi regionali per restaurarli e creare gli allestimenti espositivi.
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