Tre progetti fra Livorno e la provincia di Pisa: almeno uno salterà Se passassero tutti ci sarebbero altri 85mila metri quadri in 30 chilometri: ma la Regione dirà no FIRENZE. Centri commerciali non più grandi di 15mila metri quadrati, aumento contenuto della grande distribuzione che da qui al 2010 potrà crescere complessivamente non più di 110mila metri quadri (ampliamenti compresi), scaglionati in maniera omogenea nelle tre macro-aree in cui è suddivisa la Toscana, possibilità di aumento delle superfici per le grandi strutture che vogliono riqualificarsi e ampliare la propria offerta. Il nuovo regolamento del commercio, approvato dalla Giunta toscana nell'ultima seduta dell'anno scorso, rappresenta una svolta nella politica della Regione nel settore della grande distribuzione. «Si tratta del primo vero piano di programmazione - spiega l'assessore regionale al Commercio Paolo Cocchi - e non di un atto di accompagnamento che si limiti sostanzialmente a recepire e registrare le richieste avanzate dal mercato». Dopo gli anni nei quali la Toscana ha un po' tumultuosamente recuperato il gap nella grande distribuzione rispetto alle regioni del Centronord, adesso si punta a uno sviluppo più equilibrato, anche se nel regolamento non sono menzionate le cifre che stanno più a cuore, ossia le superfici di aumento della grande distribuzione. Sarà infatti la Giunta, con una propria delibera, a fissare i tetti per l'area della Toscana centrale, per la Costa e per le province meridionali. Decide la Giunta. Cocchi non si sbilancia, ma il tam tam parla di 25mila mq a disposizione per l'area fiorentina, a fronte di richieste sei volte superiori. Di altri 25mila per Siena e Grosseto, che potrebbero al contrario addirittura non essere utilizzate completamente. Infine, di una quota che potrebbe oscillare tra i 25 e i 35mila metri quadri di nuove strutture lungo la costa. Proprio sulla Toscana occidentale si concentrano forti attese di sviluppo nel settore della grande distribuzione, con tre progetti. A Migliarino l'Ikea vorrebbe costruire un nuovo punto vendita che necessiterebbe non meno di 1820mila metri quadri; a Crespina si progetta la realizzazione del Pisa Outlet village da 25mila metri quadri, mentre Livorno mette sul piatto il progetto Nuovo Centro-San Martino con una potenzialità di 41mila mq solo per il commerciale. Per decidere chi la spunterà saranno decisivi i tempi di presentazione dei progetti e l'approvazione dei relativi strumenti urbanistici: la prima ad approvare la variante è stata Livorno, Crespina si è adeguata il 22 dicembre, mentre a Vecchiano le cose vanno per le lunghe. Tre sono troppi. Comunque vada, è chiaro che progetti per complessivi 85mila mq, peraltro distribuiti nell'arco di poche decine di chilometri, sono del tutto incompatibili con la scelta della Regione di favorire uno sviluppo della grande distribuzione che non uccida il piccolo commercio e che non faccia vittime neppure nello stesso settore della grande distribuzione organizzata. «Siamo in presenza di un mercato che non cresce - afferma l'assessore Paolo Cocchi - e se dessimo il via libera a tutte le richieste ci sarebbe il rischio di trovarsi di fronte a situazioni di crisi anche tra le grandi strutture». Attualmente, in Toscana ci sono circa 160 grandi strutture di vendita per una superficie complessiva di 650mila mq: la Regione autorizzerà la nascita di nuovi centri per 7585mila mq a cui si aggiungeranno 2530mila mq destinati all'ampliamento e alla riqualificazione di grandi strutture esistenti. In tutto oltre 100mila mq di aumento che porteranno la percentuale di presenza della grande distribuzione organizzata poco sotto il 20 per cento del totale. Numeri decisivi. Per risolvere il rebus lungo la costa sarà anzitutto essenziale vedere quale sarà la scelta della Giunta regionale al momento dell'approvazione della delibera contenente la tabella con i coefficienti numerici. Se la scelta sarà quella più restrittiva, dei tre progetti ne potrà essere attuato al massimo uno; se invece si opterà per un atteggiamento più permissivo, ci sarà spazio per due insediamenti, anche se con pretese significativamente ridotte. I dettagli normativi. Le deroghe e i limiti per il 2009 Dei tre, il più indietro e discusso per ora è l'Ikea a Vecchiano Ma gli altri due sono troppo grandi FIRENZE. Il nuovo regolamento del commercio stabilisce una casistica precisa delle dimensioni della media e della grande distribuzione e le superfici massime in relazione alla popolazione del Comune, limiti che aumentano nelle aree di Firenze-Prato-Pistoia e Pisa-Livorno. La novità riguarda il ruolo delle Province che possono concedere ai Comuni deroghe a questi limiti. Per favorire l'ammodernamento della rete distributiva e di aggregazione tra commercianti sono previste autorizzazioni all'apertura di medie strutture di vendita, anche in deroga alle norme comunali ma non agli standard urbanistici e di viabilità. Fino al 31 dicembre 2009, sarà consentito alle medie strutture di vendita adiacenti di concentrarsi in un'unica struttura fino a 2.500 mq. Per venire incontro alle esigenze di rinnovamento e ampliamento degli esercizi, la superficie di vendita dei negozi di vicinato concentrati o accorpati viene aumentata fino alla dimensione massima. Per quanto riguarda le grandi strutture già esistenti che hanno necessità di riqualificarsi, sarà consentita, sempre fino al 31 dicembre, una deroga fino ad un massimo di 20mila mq. Il regolamento, inoltre, introduce un concetto allargato di struttura di vendita, considerando come centri commerciali unitari gli agglomerati di strutture medie e grandi molto vicini tra loro, in modo da evitare che si possano realizzare dei grandi centri, di fatto, con l'apertura di più strutture ravvicinate, aggirando così i limiti.