Si era fatto avanti anche il sindaco di Scandicci candidando il suo territorio ma la rivendicazione è rimasta lettera morta Lipotesi di collocarlo nei terreni di proprietà del Gruppo Fratini, dove Sesto ha previsto un insediamento, era già apparsa Lo pensa il presidente della Provincia. Anche Lastri favorevole a cercare altri siti Nuovo stadio, la destinazione di Castello torna in discussione. Dopo il terremoto dellinchiesta giudiziaria, le dimissioni dellassessore allurbanistica Gianni Biagi e le polemiche sul parco seguite alla pubblicazione delle intercettazioni, il progetto di un nuovo Franchi spinge a riaprire lipotesi di una localizzazione esterna alla città. Una spinta che si avverte negli uffici delle pubbliche amministrazioni. E che si manifesta tra i candidati Pd alle primarie. Ampliare lorizzonte della ricerca, sembra essere la nuova parola dordine. Non considerare più Castello come soluzione principale, contrariamente a quanto Palazzo Vecchio aveva indicato soltanto alcuni mesi fa: «Si tratta di valutare se esistono possibilità alternative nellarea metropolitana fiorentina», sostiene la candidata Daniela Lastri. «E comunque una valutazione che è opportuno fare, come aveva già detto il sindaco di Sesto Gianni Gianassi. E proprio la Piana può essere il terreno dal quale iniziare la verifica», aggiunge Lastri, candidata e assessore comunale. Il parlamentare Lapo Pistelli non si pronuncia. Ma tra i suoi maggiori sostenitori conta lassessore allo sport Eugenio Giani, da sempre fautore della soluzione Castello. Dei terreni di Fondiaria-Sai di proprietà di Salvatore Ligresti. «E vicino allaeroporto e allautostrada, eppoi è difficile immaginare lo stadio di Firenze fuori di Firenze», è la tesi di Giani, che per primo, anni fa, quando ancora il progetto del nuovo stadio abbozzato dai Della Valle e firmato da Massimiliano Fuksas non era neppure nellaria. Ma che poco a poco laria stia cambiando lo dimostra anche il viaggio che Eros Cruccolini, presidente del consiglio comunale e candidato alle primarie dalla Sinistra, ha fatto alcuni giorni fa a Sesto. Fin dentro lufficio del sindaco Gianni Gianassi, uno dei principali fautori della dimensione metropolitana e del governo coordinato tra Comuni. Un altro a favore, invece, dellipotesi metropolitana resta il presidente uscente della Provincia Matteo Renzi. Già in passato si era espresso a favore di una localizzazione esterna alla città. E oggi sembra ancora più convinto: «Castello non è lunica possibilità per il nuovo stadio, scioglieremo il nodo del dove farlo entro i primi tre mesi di governo», annuncia. Dove dunque? A Renzi non dispiace lipotesi già da tempo emersa di ospitare il nuovo Franchi ad Osmannoro 2000, sui terreni di proprietà del Gruppo Fratini, dove peraltro le previsioni urbanistiche già approvate dal Comune di Sesto (e non condivise dal Comune di Campi guidato da Adriano Chini) prevedono un insediamento di nuova realizzazione: centro commerciale e anche attività legate al tempo libero. E se i Fratini chiedessero allamministrazione sestese di cambiare le carte per far spazio allimpianto di calcio, il sindaco Gianassi non si opporrebbe. A quanto pare però il presidente della Provincia avrebbe anche altre ipotesi da mettere sul tavolo. Unarea al confine tra Firenze e Signa, a quanto pare. O magari la zona di Firenze sud, alla fine di viale Europa e confinante con Bagno a Ripoli, dove anche altri amministratori del Pd stanno puntando gli occhi da tempo. Alcuni mesi fa, quando per un momento lipotesi Castello era apparsa come una possibilità accanto alle altre, si era fatto avanti anche il sindaco di Scandicci Simone Gheri, candidando il proprio territorio. Una rivendicazione rimasta lettera morta. Fino ad oggi almeno. Perché linchiesta Castello sembra aver incrinato anche quelle convinzioni che, prima, apparivano scontate: «E pensabile che, dopo linchiesta, i Della Valle possano trovare un accordo con Ligresti?», si chiedono alcuni amministratori del Pd. E ancora: «E chiaro che a Castello non possiamo mettere tutto, stadio e parco non sono facilmente conciliabili», sostiene un altro. Senza contare che anche tra gli stessi candidati Pd alle primarie si sta facendo strada lidea che lo stesso progetto Castello, dopo tutto quello che è accaduto, abbia bisogno di qualche aggiustamento. Sempreché le carte firmate con Fondiaria-Sai lo permettano. (m.v.)