Dal centro storico a Chiaia con puntate verso Fuorigrotta e Capodimonte, la gente dell'arte (appassionati, collezionisti, gli stessi artisti) migra con curiosità tra una galleria e l'altra per aggiungere sempre nuovi tasselli a quel grande mosaico in movimento offerto dal contemporaneo. Tra nomi già noti che periodicamente ritornano, recenti proposte, giovani emergenti e nuove frontiere il viaggio nell'arte proposto dai galleristi partenopei per il 2009 si presenta vario e interessante già dai primi mesi di programmazione. Dal 14 febbraio Alfonso Artiaco porta Albert Oelhen a Capodimonte, ma la stagione espositiva della galleria parte già prima con «The bay of Naples», una personale di Lawrence Weiner, artista visivo tra i principali esponenti dell'arte concettuale accanto che espone da Artiaco per la terza volta (2002, 2006). A seguire, a marzo una personale di un altro maestro del concettuale: Giulio Paolini; quindi, le mostre di Perino Vele, Ann Veronica Janssens, Giuseppe Penone, Ulrich Ruckriem, Alan Charlton e, ancora, ma top secret, un grande ritorno a Napoli. Tra una fiera e l'altra (22-26 gennaio a Bologna per Artefiera e 11-16 febbraio a Madrid per Arco), ai primi di febbraio Studio Trisorio presenta, per la prima volta in Italia, le video installazioni degli artisti inglesi Paul Harrison e John Wood che, insieme dal 1993, realizzano ironiche azioni a metà tra il minimal e il concettuale. A seguire, Luigi Ghirri. Prima personale napoletana anche per l'artista australiano Hany Armonious (noto per la varietà del suo repertorio: dalla scultura, ai calchi di oggetti, all'installazione, sinora mai esposto in Italia se non in collettiva alla Biennale di Venezia del 1993) protagonista da Raucci-Santamaria (nella Gallery A) per una doppia personale assieme al francese Hervè Ingrand (nella Gallery B). Per Lia Rumma, invece, la stagione del 2009 inizia tra fine febbraio e primissimi di marzo con una mostra personale della giovane artista torinese Marzia Migliora che con i linguaggi più diversi, dal video al suono, dal disegno all'oggetto, dall'installazione alla performance, narra memorie culturali personali e collettive per una riflessione sull'intimità. Da Annarumma 404 si comincia già a fine gennaio con «Papermade», collettiva con opere di Gianfranco Baruchello, Jasper De Beijer, Henry Mario fatte su carta, di carta e riguardanti la carta cui, in primavera (marzo-aprile), daranno il cambio, per un doppio solo show i due pittori indiani Viveek Sharma e Murali Cheeroth. Da Memmo Frilli, invece, dopo Sarah Ciracì, l'attività di Blindartecontemporanea inizia il 30 gennaio con «Heaps and other forms by default», la nuova personale del francese Simon Boudvin; quindi, sarà la volta di Adam Cvijanovic (marzo-maggio) e, per l'estate (giugno-settembre) un group show per festeggiare i primi 5 anni di attività della galleria. «Il futuro non è più quello di una volta», invece, è il titolo della personale del giovane artista romano Marco Raparelli che (dal 12 febbraio) è ospite da Umberto Di Marino dove da aprile si dà il cambio, prima con Enrico Morsiani e poi con un gruppo di giovani artisti internazionali a cura di Latitudes (Mariana Canepa Luna e Max Andrews). La nuova stagione sboccia in primavera anche da Mimmo Scognamiglio, con i due artisti spagnoli Daniel Canogar e Bernardi Roig, entrambi impegnati ad indagare il corpo rapportandolo alla tecnologia e al consumismo, alla virtualità e alla spersonalizzazione dell'essere attraverso mezzi multidisciplinari. Svolta verso il centro Asia, invece, la programmazione di Franco Riccardo che dopo una nuova personale di Guido Pecci si orienta a est con l'artista serba Jelena Vasilyev e, dal Kazakhistan, Alamgul Menlibaieva e Erbossyn Meldibekov. Al Plart, infine, il Centro di ricerca per il restauro e la conservazione degli oggetti d'arte in plastica con una sezione museale permanente per la collezione della fondatrice Maria Pia Incutti Paliotto, propone un fitto calendario di mostre temporanee con gli esemplari unici in silicone di Alessandro Ciffo, le architetture inedite di Maurice Nio, la collezione del Bakelite Museum di Williton e le creazioni dell'architetto e designer Amanda Levete. (2. fine - La precedente puntata è uscita il 2 gennaio 2009)