Santa Lucia al Sepolcro e alla Badia, San Giacomo Apostolo ai Miracoli, San Filippo Neri, San Giovanni Battista all'Immacolata, San Martino Vescovo e San Benedetto sono i luoghi scelti per l'itinerario delle visite guidate «Nell'arte la luce della fede». Conclusa ieri la seconda edizione del progetto realizzato anche quest'anno da Kairos con la collaborazione dell'Arcidiocesi. Inserito nel cartellone degli appuntamenti di «Luci a Siracusa», è stato proposto un programma di fruizione turistico-culturale di alcune chiese di Ortigia e della Basilica di S. Lucia al Sepolcro. «Abbiamo realizzato un vero percorso museale diffuso per le vie del centro storico (allargato alla Borgata) - ha spiegato il responsabile del progetto e di Kairos Salvo Sparatore -. Inoltre, la differenziazione dell'offerta artistico - culturale risponde alle indicazioni per una città dichiarata dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità. A ciò si aggiunge la professionalità delle persone chiamate a rispondere a un ruolo non approssimativo. Per questo motivo, le guide interpellate sono tra le più titolate e preparate della nostra città». Riscoprire luoghi riaperti dopo lungo tempo, come nel caso della chiesa di San Filippo Neri e approfondire dettagli ormai dimenticati o mai conosciuti, ha incontrato il gusto dei numerosi visitatori. Ciò che ha piacevolmente stupito gli organizzatori è stato il dato interessante di affluenza da parte dei cittadini siracusani. La riapertura della chiesa di San Benedetto di via Capodieci ha fatto scoprire la tela di Minniti, allievo e amico del Caravaggio, che ritrae il Santo nell'atto di mostrare il luogo designato per la propria sepoltura. Una delle caratteristiche apprezzate si è rivelata la modularità del percorso. In partenza dalla chiesa di Santa Lucia al sepolcro, i visitatori potevano scegliere l'itinerario più adatto alle proprie esigenze trovando le guide già sul posto ad attenderli. «Utilizzando questa formula abbiamo scoperto che il pubblico ha risposto favorevolmente - ha concluso Sparatore - lasciando completa libertà di scelta su cosa andare a vedere nelle tre ore del percorso».