Lintervento Prima ancora di sostenere che senza fondi non si può fare cultura è necessario capire che tipo di cultura fare e, soprattutto, a quali progetti culturali può ambire una città come la nostra: per una volta mi trovo daccordo con il sindaco Chiamparino quando dice che certi "gigantismi" del passato in materia, dovuti anche allentusiasmo dei Giochi olimpici, non sono né auspicabili né possibili per una realtà dalle caratteristiche di Torino. Penso non a torto di essere stato tra i primi a credere nel ruolo propulsivo delle politiche culturali per il rilancio del Piemonte anche in una logica di diversificazione produttiva che non vedesse la regione e il suo capoluogo legati esclusivamente alla loro monocultura industriale. Ma gridare allo scandalo quando, in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, è necessario razionalizzare scelte e bilanci in molti settori, non è soltanto un esercizio inutile quanto deleterio. Il ministro Bondi ha comunque confermato lattenzione del governo, anche dal punto di vista dei finanziamenti, nei confronti di Torino e mi stupisce latteggiamento dellassessore Oliva, che non perde occasione per lanciare accuse gratuite paventando tagli a destra e manca quando proprio la Regione ha apportato drastiche riduzioni di bilancio in materia, così come sta avvenendo al Comune di Torino. Resto fermamente convinto nel ruolo centrale della cultura come volano di sviluppo sociale, e proprio per tale ragione ritengo che le strumentalizzazioni politiche non giovino a nessuno in questa fase congiunturale che dovrebbe comportare da parte di tutti i soggetti istituzionali unassunzione di responsabilità sulle decisioni strategiche da compiere, evitando sprechi e distribuzione di risorse a pioggia. Senatore e coordinatore regionale di Forza Italia