ROMA Nuovi finanziamenti per il cinema e pene se-verissime, fino a tre anni di carcere, per chi copia i film scaricandoli da Internet. Ieri il ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani, è riuscito a far approvare dal Consiglio dei ministri il decreto legge su cui aveva puntato i piedi. La settimana scorsa, saputo che sul provvedimento si stava addensando l'opposizione di tre dicasteri (Economia, Infrastrutture e Welfare), Urbani aveva disertato polemicamente il Consiglio dei ministri, chiedendo l'intervento di Berlusconi. Ieri il suo decreto, che rifinanzia il cinema e dichiara guerra alla pirateria, ha avuto la meglio. Accolto dalle critiche dell'opposizione. I fondi per la copertura finanziaria verranno, fino a 80 milioni di euro, dalla Finanziaria. Un massimo di 90 milioni potrà essere prelevato dai fondi del lotto. Il testo rende operativa la Società per l'arte, cultura e spettacolo, Arcus Spa, che per sostenere il patrimonio culturale potrà contare sul 3 delle risorse destinate allo sviluppo delle infrastrutture. Arcus già dal 2004 potrà contrarre mutui per 80 milioni di euro. Contro la pirateria telematica sono previste sanzioni amministrative, fino a 1.500 euro per chi la esercita ad uso proprio, mentre per chi commercia i film scaricati da Internet sono previste sanzioni penali, da 6 mesi a tre anni di reclusione, con multe da 2.500 a 15.000 euro. Ieri Urbani, incassando l'approvazione del decreto, ha aperto il fuoco sulla precedente amministrazione: «Finalmente abbiamo posto fine alle logiche assistenzialistiche e clientelali con cui lo Stato finanziava le produzioni cinematografiche. In sei anni ci sono state uscite per 1 miliardo 200 milioni di vecchie lire a fronte di entrate per 450 milioni. Con la vecchia legge si spendeva tre volte di più rispetto alle prospettive di entrata e i finanziamenti andavano per l'80 a film rifiutati dal pubblico, che non raggiungevano più di 500 spettatori». Dura la posizione di Urbani nei confronti della pirateria: «Si tratta di un furto e come tale dev'essere trattato. Se non difendiamo i diritti d'autore la produzione culturale è destinata a morire». Ma è proprio questo punto a suscitare le polemiche. «E' un decreto legge - attacca il senatore dei Verdi Piorello Cortiana - che chiede ai provider di fare i cani da guardia degli utenti in rete. Sarebbe come dire che se qualcuno ruba un portafogli in autobus, il responsabile è l'autista». Il decreto impegna i «fornitori di connettività e di servizi» su Internet a dare tutte le informazioni utili alle autorità giudiziarie e di polizia per individuare i reati di pirateria. «Per quanto riguarda il mantenimento dei dati Internet da parte del provider - insorge Cortiana - il Parlamento ha bocciato una proposta analoga due settimane fa. Riproporla in un altro decreto legge, a poca distanza di tempo, è un vero insulto». Qualche perplessità anche in casa Telecom: «Forse sarebbe stato meglio - dice Andrea Camanzi, responsabile degli affari regolamentari - aspettare la direttiva europea, che su questa materia è in fase finale di approvazione. Adesso c'è il rischio che l'Italia si trovi disallineata, con qualche problema nell'evoluzione del mercato. Speriamo che si possa rimediare in fase di trasformazione del decreto in legge». Urbani minimizza: «L'impegno di collaborazione con la magistratura che viene richiesto da questo decreto ai provider è lo stesso vigente in materia di pedofilia». Ma altre critiche piovono dalla Fimi (Federazione industria musicale italiana). «Il decreto Urbani - accusa la Fimi - è incostituzionale se non protegge dalla pirateria anche la musica, che rappresenta la maggior parte di quanto viene scaricato illegalmente da Internet». «Urbani non è il ministro del cinema soltanto - incalza l'Aie (Associazione italiana editori) -. La tutela contro lo scambio illegale di file via Internet va estesa a tutte le opere dell'ingegno, da quelle letterarie a quelle musicali». Urbani para il colpo: «Questo è un decreto d'urgenza -dichiara - ma vogliamo difendere il diritto d'autore in tutte le sue forme. Prima della conversione in legge avremo modo di apportare modifiche e miglioramenti».
Cinema, i pirati di Internet rischiano tre anni di carcere
Il ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani, ha ottenuto l'approvazione del Consiglio dei ministri per un decreto legge che finanziare il cinema e combattere la pirateria telematica. Il decreto prevede sanzioni amministrative e penali per chi copia i film scaricandoli da Internet, fino a tre anni di carcere e multe da 2.500 a 15.000 euro. I fondi per la copertura finanziaria verranno dalla Finanziaria e dal lotto, mentre la Società per l'arte, cultura e spettacolo, Arcus Spa, potrà contare sul 3 delle risorse destinate allo sviluppo delle infrastrutture.
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